il prof. Mario Bolognari, sindaco di Taormina

“Il trasferimento di Cibo Nostrum da Taormina a Catania è una scelta fatta dagli organizzatori, hanno deciso tutto loro. Avrei avuto il piacere di incontrarli ma non mi ha mai contattato nessuno e non mi è pervenuta richiesta di far rimanere l’evento nella nostra città. Hanno deciso tutto da soli”. Così il sindaco Mario Bolognari prende posizione sul “caso Cibo Nostrum”. Nella capitale del turismo siciliano divampa, infatti, in queste ore la polemica sulla mancata permanenza a Taormina della festa della cucina italiana, che dopo le edizioni 2016, 2017 e 2018 nella Perla dello Ionio stavolta dal 31 marzo al 2 aprile si svolgerà a Catania. Nel capoluogo etneo l’evento è stato inserito all’interno della programmazione del XXX Congresso Nazionale della Federazione Italia Cuochi.

Nessun contatto. Il primo cittadino di Taormina interviene per chiarire ufficialmente la posizione del Comune, rimarcando che nell’esito della vicenda e nello specifico sul cambio di sede della kermesse non c’è stata alcuna responsabilità dei vertici di Palazzo dei Giurati. “In riferimento alla prevista organizzazione dell’edizione 2019 di Cibo Nostrum a Catania – spiega Bolognari – ritengo opportuno fare alcune precisazioni. Dal momento in cui sono stato eletto sindaco di Taormina non ho mai ricevuto dagli organizzatori dell’evento nessuna richiesta di incontro e non mi è pervenuta alcuna istanza finalizzata a far rimanere la manifestazione a Taormina e riproporla qui anche quest’anno. Da parte mia certamente c’era la disponibilità a discutere”. Il primo cittadino tiene, dunque, a sottolineare di non aver chiuso le porte a Cibo Nostrum.

Le esigenze. “Se gli organizzatori mi avessero contattato – continua Bolognari – avremmo potuto cercare di trovare insieme una soluzione, tenendo conto ovviamente delle esigenze di ordine pubblico e di sicurezza, magari ipotizzando una eventuale area alternativa al Corso Umberto o altrimenti la previsione sempre al centro ma con una riduzione del numero di stand. Certamente da parte mia ci sarebbe stata la massima apertura a colloquiare per ridiscutere i termini di realizzazione dell’evento”.

La scelta. “L’unico generico contatto che ho avuto nei mesi scorsi – ha infine evidenziato il sindaco – è quello con il nostro concittadino Pietro D’Agostino (lo chef stellato taorminese e vicepresidente di Act, ndr), al quale la scorsa estate avevo chiesto di sederci e discutere, tenendo conto come detto della necessità di analizzare i vari aspetti e le varie problematiche palesatesi nelle precedenti edizioni”. “Su Cibo Nostrum però – conclude Bolognari – non ho avuto alcun riscontro dagli organizzatori, andare a Catania è stata una loro scelta”.

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