la deputata Mariana Caronia

La Regione Siciliana pensa di dare il benservito a Riscossione Siciliana e il caso è destinato ad interessare da vicino anche il Comune di Taormina. “Se entro il 31 dicembre il Governo regionale non avrà ancora stipulato una convenzione con Equitalia per il servizio di riscossione dei tributi e per dare adeguata tutela occupazionale ai dipendenti di Riscossione Sicilia, si potrà procedere alla costituzione di un nuovo soggetto giuridico che si occuperà del servizio in Sicilia”. Questo è quanto prevede un emendamento approvato all’unanimità in Commissione Bilancio, sostenuto sia dal Governo sia dalle opposizioni, e proposto da Marianna Caronia, parlamentare regionale del Gruppo Misto.

Garantire riscossione efficace. “In questo momento delicato e incerto – afferma la deputata – è fondamentale che la Regione si doti di strumenti normativi certi che mettano al riparo da possibili lungaggini. Solo così si potrà velocemente e con certezza recuperare il terreno perduto avvalendosi delle professionalità già esistenti e garantendo una efficace riscossione”.

Il caso Taormina. Il benservito della Regione Siciliana a Riscossione Sicilia è una vicenda che, di riflesso, potrebbe interessare da vicino anche il Comune di Taormina, da tempo impegnato in una contesa milionaria proprio con Riscossione Sicilia. La casa municipale taorminese sta reclamando ormai da tempo presso la Corte dei Conti (Sezione regionale di Palermo) circa 10 milioni di euro nei confronti di Riscossione Sicilia di tributi non riscossi per Ici e Tarsu dall’ormai ex Serit Sicilia. In questo caso la vicenda verte su una contestazione di mancata riscossione dell’agente incaricato per 9 milioni 348 mila 468.65 euro, e nello specifico Un milione di euro per ciascun anno di durata della convenzione dal 2005 al 2012.

Destino già scritto. Si tratta per il Comune di “somme non riscosse per Ici, relative alle annualità dal 2006 al 2008”, e per “Tarsu, dal 2006 al 2010” (veniva detratto dall’importo delle riscossioni l’aggio del 30% pattuito in convenzione). Ma il destino della vicenda, dopo tutti questi anni, è virtualmente già scritto. Le somme che Taormina reclama sono in gran parte non più esigibili e, molto probabilmente, in qualsiasi caso e comunque vada poi a finire la vicenda della convenzione Regione-Equitalia, il forziere di Palazzo dei Giurati non rivedrà mai più un euro di quanto a suo tempo non venne riscosso dalla società incaricata.

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