Giovanni Ficarra, presidente dell'Associazione B&B e Case d'Epoca Città di Taormina
Giovanni Ficarra, presidente di Federalberghi Extra Taormina

“Le modifiche che il Comune di Taormina propone al regolamento della tassa di soggiorno non ci trovano d’accordo. Quanto prospettato dall’Amministrazione, a nostro avviso, è discriminante verso la categoria dell’extra-alberghiero ma anche e soprattutto impugnabile se dovessimo decidere di avviare un’azione legale”. Così il presidente di Federalberghi Extra – Taormina, Giovanni Ficarra, prende posizione nella querelle sull’imposta di soggiorno. Nei giorni scorsi sul tema ha già espresso la propria contrarietà alle proposte del Comune Federalberghi Taormina, l’Associazione albergatori presieduta da Italo Mennella, e ora sulla stessa lunghezza d’onda è la volta del comparto extra-alberghiero.

Il faccia a faccia. Ficarra incontrerà nelle prossime ore (probabilmente giovedì) l’assessore al Bilancio, Giuseppe Caltabiano e alla vigilia del faccia a faccia non fa mistero del disappunto del settore che comprende i B&B e le strutture che dedite all’accoglienza “familiare”. “Abbiamo già predisposto un documento nel quale formuleremo delle controproposte rispetto a quello che ci viene prospettato dall’Amministrazione – afferma Ficarra -. La posizione del Comune rischia di creare una pericolosa concorrenzialità, che non può e non deve esistere tra due comparti differenti come l’alberghiero e l’extra-alberghiero, che non possono essere posti sul medesimo piano per le dimensioni delle strutture e per le rispettive professionalità. Non può che destare ferma contrarietà da parte nostra il quadro che il Comune vuole portare avanti che potrebbe determinare una concorrenza sleale tra comparti differenti. In particolare non è pensabile che si vada a raddoppiare il costo dell’imposta di soggiorno del 200% per i B&B. La nostra categoria non può essere vessata cosi”.

Turismo invernale. E sulla destagionalizzazione: “Non si può neppure pensare di destagionalizzare il turismo con una riduzione del 20% delle tariffe di questa imposta nei mesi invernali: non è in quel modo che si risolve il problema. Per ravvivare Taormina d’inverno bisogna prendere un aereo e andare in Cina o in Thailandia e ci si potrà rendere conto che lì c’è una comunità impressionante di turisti russi”.

L’abusivismo. Poi Ficarra torna sulla spinosa questione degli abusivi: “Stando ad una recente stima a Taormina risulterebbero oggi attive circa 300 strutture extra-alberghiere, comprendendo sia quelle in regola che anche quelle non in regola. Siamo pronti a presentare al Comune un elenco con le attività operanti sul territorio che fanno concorrenza sleale”. “Per qualificare il settore e isolare gli abusivi – continua Ficarra – proporremo al Comune l’istituzione del “bollino di qualità” per tutte le strutture extra-alberghiere, con una targa da esporre davanti alle strutture in regola con il pagamento delle imposte e dei tributi ed in possesso di tutti i requisiti per stare sul mercato”.

Tassa per il turismo. Infine, sull’utilizzo della tassa di soggiorno Ficarra aggiunge: “Non è più consentibile che i proventi di questa tassa vengano utilizzati dal Comune per far quadrare il bilancio e per i vari assessorati. L’imposta di soggiorno deve essere spesa soltanto per la promozione del territorio e per la qualificazione dell’immagine di Taormina”.

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