Antonio D'Aveni con il governatore Nello Musumeci

“La relazione trasmessa da Rfi al Comune di Taormina in risposta all’ordine del giorno urgente non mi rassicura ma soprattutto non mi sorprende. Cosa poteva dire chi è parte interessata per la realizzazione dell’opera? Era ovvio e prevedibile che la risposta sarebbe stata quella”. Così il consigliere di opposizione, Antonio D’Aveni, replica alla nota di Rfi, che nei giorni scorsi aveva trasmesso al Comune di Taormina una nota per dare rassicurazioni circa presunti rischi legati all’individuazione di un’area a Trappitello per il deposito temporaneo dei materiali di scavo dei futuri lavori per il raddoppio ferroviario che interesseranno anche la Città di Taormina. Il progetto per i lavori del raddoppio, che a Taormina prevedono la futura stazione “Madonnina-Taormina” e la stazione “Alcantara-Giardini” (a Trappitello), è stato esitato dal Consiglio comunale il 27 dicembre scorso.

Le preoccupazioni. D’Aveni, unitamente agli altri consiglieri di opposizione, ha chiesto la revoca di quella delibera consiliare ritenendo che vi sia una condizione di rischio per la presenza, a poca distanza dal previsto deposito, dei pozzi dell’acquedotto di Via Santa Filomena. E adesso il consigliere comunale torna sulla prospettiva di un utilizzo dei materiali di scavo e sulla relativa previsione delle aree di stoccaggio e deposito temporaneo a Trappitello, ribadendo le preoccupazioni riportate nell’ordine del giorno urgente.

Controreplica. “La risposta di Rfi non poteva che essere quella – spiega D’Aveni – ma da parte mia, e dei colleghi consiglieri dell’opposizione, si ribadisce quello che è stato scritto nell’odg presentato in Consiglio comunale e che quanto prima dovrà essere discusso in aula. Sulla risposta data da Rfi si potrebbe dire che è come se chiedessero ad un chirurgo che ha appena sbagliato un intervento se sia stata colpa sua ciò che è accaduto. E’ logico e comprensibile che debbano smentire quanto riportato nell’odg. Personalmente spiegherò in Consiglio comunale che le cose non stanno come Rfi sostiene e che le preoccupazioni riportate in quel documento sono attendibili e ponderate. Ad ogni modo ringrazio Rfi per l’impegno e l’attenzione mostrata su questa vicenda, visto che hanno subito risposto e hanno cercato di spiegare il problema. Vogliamo soltanto arrivare ad una soluzione che faccia chiarezza definitiva e che salvaguardi, senza alcun margine di rischio, la salute dei cittadini”. D’Aveni comunque ribadisce: “Se il Consiglio comunale non revocherà la delibera di approvazione del progetto sono pronto anche a fare un gesto eclatante”.

La posizione di Rfi. Rfi, ricordiamo, con una nota redatta dal progettista di Italferr che “analizza le attività di cantiere a Trappitello con evidenza della presenza del pozzo di approvvigionamento idrico sito in tale località” ha evidenziato che “per le distanze dalle aree di cantiere dal pozzo (nel rispetto della vigente normativa), dalle aree di cantiere dalla sottostante falda, e per la tipologia di attività previste nella gestione del materiale di scavo provvisoriamente stoccato, vi è la garanzia di assenza di rischi per la falda idrica che alimenta il pozzo ubicato in località Trappitello”. E sul rischio connesso alla presenza di materiali chimici, Rfi ha aggiunto: “I materiali di risulta provenienti dallo scavo verranno gestiti come sottoprodotti presentando caratteristiche chimiche idonee al riutilizzo”.

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