l'assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone

I parlamentari del Movimento 5 stelle dovrebbero vergognarsi e pensare alle responsabilità del Governo nazionale nell’ostacolare il rilancio delle autostrade e delle opere pubbliche in Sicilia. È infatti il Ministero delle Infrastrutture che sta bloccando da tre mesi ben cinque progetti del Consorzio per le autostrade siciliane: la pavimentazione da 24 milioni di euro dell’A18, la pavimentazione dell’A20 da 22 milioni, i bypass da 6 milioni di euro, il progetto da 9 milioni per i pannelli a messaggistica variabile e pure la frana di Letojanni, progetto da 20 milioni che ci hanno fatto cambiare per ben cinque volte».

Scontro con il M5S. L’assessore regionale delle Infrastrutture, Marco Falcone, replica all’interrogazione presentata da alcuni deputati M5s che chiedono di revocare tutte le concessioni autostradali detenute dal CAS. «I progetti sono bloccati al Provveditorato per le opere pubbliche che da mesi si trova decapitato – ricorda Falcone – in attesa che il ministro nomini il successore del presidente Donato Carlea. È proprio di martedì pomeriggio una mia telefonata di fuoco al capo di gabinetto di Toninelli, Gino Scaccia, per denunciare l’imbarazzante stallo determinato dal Governo nazionale, uno stallo che blocca non solo il Cas, ma anche l’Autorità portuale di Catania, infrastrutture come la Cittadella giudiziaria etnea e decine di altre opere giacenti nella sede di piazza Verdi a Palermo».

Attacco all’Esecutivo nazionale. L’assessore Falcone rimarca poi il valore dell’inversione di tendenza attuata dal Governo Musumeci nella gestione del Cas: «Abbiamo trovato un ente in condizioni scandalose sia in campo finanziario che nella programmazione di manutenzione e opere. In pochi mesi il Cas è riuscito però a ritrovare una sua dignità, mandando in gara oltre 30 lavori, e avrebbe potuto fare molto di più senza gli ostacoli della burocrazia dello Stato centrale. I deputati del M5S – conclude Falcone – farebbero dunque meglio a concentrarsi sul ruolo negativo giocato dal Governo che loro stessi sostengono, anziché pensare alla propaganda fondata sul nulla».

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