il ministro Danilo Toninelli

Il tempo della pazienza è finito: l’autostrada A18 Messina-Catania è una trappola mortale, più semplicemente una vergogna senza se e senza ma, e la gente si è stancata di aspettare una svolta che sembra non arrivare mai. Gli utenti che percorrono l’autostrada “trazzera” si preparano alla grande protesta e come dargli torto di fronte alla surreale situazione di un’autostrada dove ogni giorno si susseguono gravi incidenti, spesso mortali, e dove il pericolo è sempre in agguato. Non può più bastare la logica del rattoppo e dell’intervento tampone in un’autostrada che è un disastro totale.

La promessa. “La cosa più importante in un Paese serio e civile è che lo Stato torni a pensare alla sicurezza della propria gente. E mi sono rotto le scatole di sentir parlare di grandi opere, perché l’opera più grande che uno Stato civile e avanzato deve portare avanti è fare sì che un cittadino che viaggia su un treno o su un’autostrada non debba morire per assenza di manutenzione di un’infrastruttura di suolo pubblico, non manutenuta e messa in sicurezza”. Così si è espresso qualche giorno fa il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, durante il suo intervento alla commemorazione per le vittime dell’incidente ferroviario di Pioltello nel quale persero la vita tre donne. Nella stessa circostanza il ministro aggiunse: “Questo Ministero e questo Governo si rimboccheranno molto di più le maniche per evitare che fatti di questo tipo si verifichino ancora – ha proseguito il ministro. – Saranno spesi tutti i soldi necessari per mettere in sicurezza tutte, e sottolineo tutte, le infrastrutture pubbliche o pubbliche date in gestione ai privati, perché ci siamo sinceramente stancati”.

I fatti. E allora è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti, i siciliani attendono che il primo segnale concreto e tangibile arrivi dalla “trazzera” A18, dove ogni giorno la gente si imbatte in un percorso cambogiano a ostacoli e rischia di lasciarci la pelle. Il punto esclamativo sulla vergogna è la frana a Letojanni, dal 2015 ancora lì senza che una pietra sia stata mossa. Quella frana è la più eloquente riprova che mentre in Giappone si costruisce un’autostrada intera in un paio di giorni e per i giapponesi è la normalità, in Italia servono anni per fare tutto e si cincischia tra mille sceneggiate nella selva oscura della burocrazia, con un rimpallo estenuante di atti e pareri vari da un (inutile) ente all’altro, anziché agire in fretta e risolvere i problemi.

Rattoppi e lungaggini. “Evitare altre morti per incidenti e cattiva manutenzione” promette Toninelli e ci si augura che non sia la solita promessa da marinaio. Il primo segnale che andrebbe dato, in questo caso dalla Regione Siciliana ancor prima che da Roma,  dovrebbe essere quello di sospendere il pagamento del pedaggio per la Messina-Catania: per una questione di buon senso e di rispetto verso chi oggi va a percorrere un’autostrada a proprio rischio e pericolo, imbattendosi tra le insidie costanti di un’autostrada che non si può considerare degno di essere chiamata tale. E’ chiaro che i problemi della A18 non nascono oggi e si sono accumulati nel tempo, nell’arco di una giostra di stagioni politiche fallimentari fatte di politici e amministratori che in buona sostanza se ne sono fregati di rimediare concretamente ai problemi dell’autostrada, limitandosi a disporre qualche inutile asfaltatura saltuaria e poco altro. I risultati adesso sono sotto gli occhi di tutti, e la lista delle vittime della A18 rischia inesorabilmente di allungarsi ancora se non si interverrà in fretta e in modo adeguato. La gente è stanca, è soprattutto incazzata perché si sente presa in giro.

Vedere per rimediare. La protesta è dietro l’angolo e non può essere altrimenti perché la misura è colma e il limite è stato ampiamente superato. Toninelli venga a vedere la trazzera A18: non per fare una passeggiata istituzionale ma per accertare con i suoi occhi lo stato delle cose e disporre interventi immediati d’intesa con la Regione. E intanto – repetita iuvant – faccia sospendere il pagamento del biglietto. Le trazzere non prevedono pedaggio.

 

 

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