code in autostrada A18 Messina-Catania

Basta con i morti, basta con gli incidenti e i pericoli quotidiani sulla A18. La misura è colma e la grande adunata è già in agenda. La mobilitazione è scattata, si va verso una manifestazione generale di protesta sulla condizioni disastrose della A18 Messina-Catania. Ha raggiunto il punto di non ritorno il disappunto da parte degli utenti per i tanti (troppi) problemi dell’autostrada, dove si susseguono incidenti ed alcuni mortali come quello che di recente è costato la vita all’ispettore capo della Polizia stradale, Angelo Spadaro.

La mobilitazione. Per questo, per evidenziare i pericoli quotidiani ai quali va incontro chiunque si trova a percorrere la A18, si stanno mobilitando diversi utenti e l’indignazione corre soprattutto sui social network. Uno dei responsabili del gruppo Facebook, “A18 e A20, le autostrade siciliane della vergogna” (pagina che ha oltre 10 mila iscritti), Francesco Puglisi, annuncia che è in fase di organizzazione una manifestazione di protesta. Gli utenti lamentano l’assenza “dei servizi più essenziali, asfalto rovinato, gallerie poco illuminate, e doppi sensi di circolazione”, in quadro complessivo che rischia di determinare incidenti a volte anche mortali.

Supporto alla Polstrada. La richiesta è quella di una svolta per mettere in sicurezza la A18 e garantire l’incolumità di chiunque la percorre, ma al contempo anche per mettere nelle giuste condizioni di operare nel miglior modo possibile la Polizia Stradale. Proprio il personale della Polstrada di Giardini Naxos è giorno impegnato con encomiabile spirito di sacrificio lungo la sede autostradale ed il personale va posto nelle condizioni di svolgere il proprio in condizioni adeguate sia in termini di sicurezza che di strumentazioni a disposizione per monitorare la situazione. Senza dimenticare che, a tal proposito, nel caso specifico della Polstrada di Giardini occorrerebbe intanto incrementare il numero di agenti in organico.

Protesta per la svolta. “La situazione è sotto gli occhi di tutti – afferma Puglisi -. Siamo ormai pronti per scendere in strada. Stiamo vedendo e conoscendo cose allucinanti, che fanno davvero rabbrividire. Faremo una protesta che stiamo organizzando per definire come, dove e quando far sentire la voce della gente che è stanca di rischiare la vita sulla A18. Auspichiamo compattezza nell’organizzazione di questa protesta, stiamo dialogando ed abbiamo già avuto l’adesione di associazioni, come quella dei consumatori ma anche da parte dei motociclisti e c’è la solidarietà pure da parte dei sindacati di Polizia. Siamo tutti persone perbene e vogliamo soltanto reclamare il diritto alla sicurezza. Non ci rimane altro che agire con una protesta per risolvere l’emergenza. Non sappiamo ancora se si deciderà di bloccare per protesta un tratto di autostrada ma non ci muoveremo se non prima otterremo delle certezze firmate dalla politica con una tempistica immediata. A nostro avviso, inoltre, bisogna mettere la Polizia Stradale nelle condizioni di poter operare nel miglior modo possibile per il controllo della sicurezza e quindi della velocità in cui si viaggia in questa autostrada”.

Il punto di non ritorno. “Da qui ad un mese faremo questa protesta – aggiunge Puglisi – e sarà una mobilitazione generale alla quale inviteremo tutti i sindaci della zona ionica e di quella tirrenica. Non si può più andare avanti in queste condizioni, sia per la A18 che per la A20, con gallerie di 3 km ad una corsia soltanto e senza i dovuti sistemi di sicurezza, con i disagi e i pericoli ben immaginabili per chi rimane ad esempio in panne proprio in quei punti in cui i telefonini non hanno nemmeno campo e non si possono chiamare i soccorsi”.

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