l'area per il previsto deposito dei materiali di scavo a Trappitello

“Le attività di cantiere previste a Trappitello nell’ambito dei lavori della nuova linea ferroviaria Giampilieri-Fiumefreddo non prevedono alcun rischio per il pozzo ubicato in zona”. Lo precisa Rfi in una nota inviata al Comune di Taormina a seguito dell’ordine del giorno urgente presentato in Consiglio comunale dai consiglieri comunali di opposizione (con primo firmatario Antonio D’Aveni) che nei giorni scorsi hanno posto la problematica di presunti rischi di carattere ambientale ed igienico-sanitario nell’ambito dei lavori previsti per il raddoppio ferroviario in oggetto all’area di deposito di materiali di scavo che dovrebbe essere allestita a Trappitello in un’area vicina all’acquedotto di Via Santa Filomena.

Le falde acquifere. La delibera di Consiglio comunale che il Comune di Taormina ha approvato il progetto per il raddoppio ferroviario va ritirata subito – ha in tal senso dichiarato D’Aveni – In quell’atto c’è un grave rischio per le falde acquifere della città che va scongiurato. Se l’atto non verrà ritirato sono pronto a incatenarmi ed insieme a me anche i colleghi consiglieri della minoranza”. Il progetto per i lavori del raddoppio, che a Taormina prevedono la futura stazione “Madonnina-Taormina” e la stazione “Alcantara-Giardini” (a Trappitello), è stato esitato dal Consiglio comunale il 27 dicembre scorso. L’odg che ora verrà discusso quanto prima in Consiglio comunale riguarda quindi l’utilizzo dei materiali di scavo e la relativa previsione delle aree di stoccaggio e deposito temporaneo.

Analisi del rischio. Rfi, perciò, ha inviato al Comune una nota redatta dal progettista di Italferr che “analizza le attività di cantiere a Trappitello con evidenza della presenza del pozzo di approvvigionamento idrico sito in tale località” e nella nota si dà evidenza che “per le distanze dalle aree di cantiere dal pozzo (nel rispetto della vigente normativa), dalle aree di cantiere dalla sottostante falda, e per la tipologia di attività previste nella gestione del materiale di scavo provvisoriamente stoccato, vi è la garanzia di assenza di rischi per la falda idrica che alimenta il pozzo ubicato in località Trappitello”.

Rilievi e indagini. Al Comune è stata quindi trasmessa una relazione nella quale Rfi descrive “gli accorgimenti tecnico-progettuali ad oggi previsti per evitare potenziali interferenze del sistema di cantierizzazione previsto con la falda idrica a Trappitello, nonché dei pozzi ad uso idropotabile presenti in zona”. Rfi rende noto di aver effettuato “uno studio geologico, geomorfologico e idrogeologico con rilievi e indagini sull’assetto idrogeologico” e precisa che “la quota della falda si attesta tra i 35 metri e i 45 metri s.l.m con una soggiacenza tra i 5 e i 12 metri, pertanto si ipotizza l’assenza di interferenze delle aree di cantiere con la falda”.

Materiali chimici. E sul rischio connesso alla presenza di materiali chimici, Rfi risponde: “I materiali di risulta provenienti dallo scavo verranno gestiti come sottoprodotti presentando caratteristiche chimiche idonee al riutilizzo. La valutazione dell’impatto eco-tossicologico del terreno è stato condotto dal Centro Interdipartimentale per l’Ambiente e i Beni Culturali (Ciabc) della Sapienza Università di Roma e poi trasmesso all’Istituto Superiore della Sanità”. “Qualora, durante la fase di deposito il livello dell’acqua nel pozzetto di raccolta raggiugesse il franco di sicurezza – aggiunge Rfi-Italferr -, si procederà allo svuotamento tramite autobotte gestendo l’acqua come rifiuto e provvedendo al conferimento ad idoneo impianto autorizzato”.

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