Lino Banfi

Chi l’avrebbe mai detto, paradossale eppure vero, sarà il mitico Lino Banfi a decidere se Taormina potrà diventare Patrimonio dell’Umanità. L’impensabile è diventato realtà dopo la nomina dell’attore pugliese nella Commissione italiana per l’Unesco. “Nonno Libero”, il “Commissario Lo Gatto”, o meglio ancora “Oronzo Canà”, sarà infatti protagonista nell’organismo che propone la proclamazione di nuovi beni Patrimonio dell’Umanità pescando da una lista che per la Sicilia include al momento due siti: appunto Taormina, che condivide la sua candidatura con le Valli d’Agrò e dell’Alcantara, e Mozia, che invece condivide il dossier con l’antica città punica di Lilibeo.

Un attesa lunga 13 anni. Si tratta di un iter avviato già diversi anni fa dalla Città di Taormina e che adesso si avvia verso un vero e proprio crocevia. Il primo passo in questo caso è essere inseriti in un elenco globale che si chiama “Tentative list”: ed è qui che – con altri 38 siti italiani – si trova la candidatura di Taormina come quella di Mozia, con un via libera che in entrambi i casi è arrivato nel 2006. Nella fase successiva tocca alla commissione di cui farà parte adesso Lino Banfi: a quest’organismo, entro l’inizio di febbraio di ogni anno, è delegata la facoltà di candidare nuovi siti per l’Italia, con una decisione che poi passa alla commissione internazionale. Alle porte di febbraio, si va così verso un imminente snodo fondamentale per questo ambizioso obiettivo che Taormina insegue da diverso tempo.

I sette beni siciliani già riconosciuti. La Sicilia, al momento, ha 7 beni Patrimonio dell’umanità. Una ricchezza che mette l’Isola alla pari con una meta-chiave del turismo internazionale come l’Egitto: l’ultimo ad arrivare, nel 2015, è stato l’itinerario arabo-normanno di Palermo, Monreale e Cefalù, ma dell’elenco facevano già parte la Valle dei Templi di Agrigento (riconosciuta nel 1997), la Villa del Casale di Piazza Armerina (1997), le isole Eolie (2000), le città tardo-barocche del Val di Noto (2002), Siracusa e Pantalica (2005) e l’Etna (2013).

La sfida di Taormina. Adesso la Sicilia prova ad arrivare ad ottenere altri riconoscimenti e tra le candidature spicca certamente quella della località per eccellenza più rinomata dell’isola nel mondo: quella Taormina che viene da tutti riconosciuta come la capitale del turismo e l’icona del top travel, punta di diamante della Sicilia agli occhi dei turisti del globo. Per Taormina, nella relazione sul sito dell’Unesco, si parla della “presenza di sistemi monumentali di vario e rilevante interesse” che l’organizzazione paragona a Ortigia e Siracusa (“Fondati durante la colonizzazione greca, hanno continuato a essere centri vitali fino all’epoca contemporanea mantenendo varie importanti tracce del proprio passato”) e che vengono affiancate all’Isola Bella, “un unicum per il suo valore culturale, naturalistico e storico”. Ora è tutto nelle mani della Commissione italiana per l’Unesco e tra i componenti che faranno le relative valutazioni del caso e a breve si pronunceranno ci sarà anche Lino Banfi. E’ tempo di scongiuri e come direbbe uno dei suoi personaggi: “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio…E con il peperoncino e un po’ d’insaléta ti protegge la Madonna dell’Incoronéta; con l’olio, il sale, e l’aceto ti protegge la Madonna dello Sterpeto; corno di bue, latte screméto, proteggici dall’innominéto.”

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