l'assessore Giuseppe Caltabiano

“Il Comune di Taormina non andrà al dissesto. Abbiamo messo in sicurezza i conti, a fronte di problemi che sono eredità dalla precedente Amministrazione”. Lo ha dichiarato l’assessore alle Politiche finanziarie, Giuseppe Caltabiano, che ha convocato una conferenza stampa per fare il punto sulla situazione finanziaria del Comune di Taormina dopo il parere dei revisori dei conti che ha dato parere negativo sul Dup e sul bilancio di previsione 2018-20 (che dovrà presto arrivare in Consiglio comunale) riportando l’ente locale sull’orlo del dissesto.

Le spine del forziere. “Le criticità riscontrate dai revisori – ha spiegato Caltabiano – riguardano Asm e il contenzioso. Sull’azienda, come è noto, la Giunta ha fatto un atto di indirizzo nel quale si richiede al Consiglio di disporre l’uscita dalla liquidazione. Sul contenzioso abbiamo invece già migliorato la situazione del Comune di Taormina e non ci spieghiamo perché siano state fatte delle valutazioni negative dai revisori. Il bilancio oggi è in una condizione positiva e migliorativa rispetto ai conti lasciati dalla passata Amministrazione. Oggi il bilancio è in pareggio e rispetta gli equilibri pluriennali. Abbiamo degli accantonamenti per altri 2 milioni 880 mila euro (fondo crediti di dubbia esigibilità). Nel 2017 c’era invece un saldo positivo di 42 mila euro. Adesso abbiamo abbiamo un fondo pluriennale vincolato a garanzia di spese future, considerato congruo, che ha un importo di Un milione 600 mila euro e un fondo cassa positivo per 2 milioni 745 mila euro”.

Somme accantonate. “Nel previsionale 2017-19 – rileva l’assessore – la passata Giunta prevedeva un costo del personale di 14 milioni 872 mila euro, mentre ora nel previsionale 2018-20 si prevedono costi per 12 milioni 856 mila euro con una incisiva politica di contenimento dei costi. Ma voglio soprattutto contestare il parere dei revisori su un altro dato. Nel bilancio 2017-19 erano stati accantonati da chi ci ha precededuti soltanto 2 milioni per il fondo contenzioso, parliamo cioè di un capitolo prudenziale di somme da accantonare per ripianare eventuali soccombenze del Comune di Taormina sulle sentenze in corso. Su quel dato ci fu un parere positivo degli stessi revisori nel dicembre 2017. Nel conto contenzioso 2018-20 sono stati da noi accantonati 8 milioni 679 mila euro ma ci è stato dato parere negativo. Nel dettaglio: 4 milioni 138 mila euro per il 2018, 2 milioni 529 mila euro per il 2019 e 2 milioni di euro per il 2020”.

Contenziosi milionari. “Taormina oggi, oltre a quei 28 milioni di euro chiesti da Impregilo, sui quali la Corte d’Appello di Messina ci ha dato ragione, ha una rischio di soccombenza per sentenze pari complessivamente ad un valore di 27 milioni (stima cioè che tiene in considerazione l’ipotesi in cui l’ente possa risultare soccombente in tutte le cause in corso) – continua Caltabiano -. Teniamo conto che nei confronti del Comune di Taormina sono in corso una causa da 5 milioni e 400 mila euro chiesti da un albergo per danni, 7 milioni di euro chiesti da un legale e 4 milioni chiesti dall’ex liquidatore di Asm, Cesare Tajana, per risarcimento danni. Ma 11 mln di potenziale rischio sono già garantiti dagli oltre 8 milioni accantonati e anche da un presumibile avanzo di bilancio 2017. Il contenzioso quindi è un falso problema con i numeri e gli accantonamenti fatti”.

La bordata. “Non c’è il rischio di dissesto – conclude Caltabiano -. Nei primi 6 mesi di questa Amministrazione riteniamo di aver messo in sicurezza i conti del Comune a fronte di quello che ci era stato lasciato dalla precedente Giunta. Chi mi ha preceduto ritiene di averci lasciato dei conti come un orologio svizzero: peccato che fosse un tarocco cinese”.

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