l'ex sindaco Eligio Giardina

“Il Comune di Taormina di nuovo a rischio dissesto? E’ ovvio che la cosa non mi fa piacere, la mia Amministrazione lo aveva evitato e spero che si trovino le soluzioni per evitarlo anche ora, sarebbe il peggiore scenario possibile per Taormina e per i cittadini”. Lo afferma l’ex sindaco di Taormina, Eligio Giardina, che così commenta il parere negativo dei revisori dei conti sul Dup (Documento Unico Programmazione) e sul bilancio di previsione 2018-20 che, di fatto, spinge la casa municipale di nuovo verso il concreto rischio del default.

Il quinquennio Giardina. “Non voglio entrare nel merito di una questione che non mi appartiene e non voglio soprattutto fare polemiche con l’Amministrazione che adesso ha preso in mano le redini della città di Taormina – spiega Giardina – ma una cosa ci tengo a dirla: sono certamente soddisfato e orgoglioso del fatto che sotto la mia gestione, tra la primavera del 2013 e i primi mesi del 2018 sia stato scongiurato un dissesto che sembrava allora irreversibile. Devo dare atto di questo a Michelangelo Lo Monaco e Rossana Carrubba, che nella mia legislatura hanno ricoperto il ruolo di segretario generale e che hanno svolto in modo positivo il loro operato, adoperandosi per evitare il dissesto con iniziative che si sono rivelate determinanti nella materia dei contenziosi e dei debiti fuori bilancio. Adesso credo che lo scenario sia certamente complicato, e mi limito soltanto a dire che forse non serve una laurea in Giurisprudenza per capire ciò di cui necessitava Taormina per superare il momento difficile e per potersi rilanciare”.

Salvaguardare Taormina. “Ho la coscienza apposto – aggiunge Giardina -, abbiamo fatto tutto quello che si poteva e si doveva fare per salvare Taormina dal dissesto e mi auguro che lo stesso avvenga anche adesso. Non esprimo, come detto, nessun giudizio nel merito di chi sta operando ora alla guida del Comune. Avrei potuto gestire in tutta serenità da solo il Comune per 5 anni dichiarando il dissesto ma non sarebbe stato corretto “macchiare” Taormina del dissesto, perchè non era questa la missione per quale ero stato eletto. Non so cosa farà l’attuale Amministrazione ma di sicuro il dissesto non può essere la soluzione e mi auguro che riescano a scongiurarlo come abbiamo fatto noi. Salvaguardare Taormina e impedire che vada al dissesto significa salvare una città che è orgoglio di tutti e patrimonio dell’umanità”.

Lo scenario. I prossimi giorni saranno cruciali per delineare lo scenario politico e finanziario del Comune di Taormina, che si trova a dover “rimuovere le criticità” in un contesto complicato perché d’altronde il bilancio 2018 si è già chiuso al 31 dicembre 2018 e non ci sono margini di manovra per apportare, insomma, dei correttivi. Inoltre c’è la “spada di Damocle” delle partecipate, con Asm in particolare sulla quale manca l’approvazione in Consiglio comunale dei bilanci a partire dal 2011 e questo incide sia sulla situazione del Comune sia, di riflesso, sull’azienda stessa che vede allontanarsi la prospettiva di un’uscita dopo 88 mesi dalla liquidazione. Una svolta che sembrava ormai imminente e che invece ora si complica decisamente.

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