Italo Mennella, presidente degli Albergatori di Taormina

L’Amministrazione comunale valuta l’opportunità di incentivare per il 2020 la destagionalizzazione turistica a Taormina nei mesi d’inverno passando anche da possibili iniziative di “premialità” per le attività commerciali ed alberghiere che rimarranno aperte e sulla questione si apre subito il dibattito con le associazioni di categoria che prendono posizione. La questione, ormai atavica, è quella di Taormina che va in letargo da novembre a marzo e il tentativo è quello di provare a creare le condizioni per tenere viva la città in un periodo che ad oggi, e da parecchi anni ormai, viene definito di bassa stagione o per meglio dire di vero e proprio “mortorio”.

I costi. “La premialità significa tutto e niente – afferma il presidente dell’Associazione Albergatori, Italo Mennella -. Cosa possono cambiare 50 centesimi in meno nelle tariffe della tassa di soggiorno a gennaio e febbraio? Giusto per dare un dato eloquente sui costi che affrontano le aziende alberghiere si può spiegare, ad esempio, che un valletto ai piani ha un costo mensile aziendale di circa 2 mila 200 euro. Purtroppo a Taormina si parla spesso senza conoscere i termini economici delle cose. Bisogna chiedersi quanto costa rimanere aperti e rendersi conto che gli oneri da affrontare per le aziende del nostro settore sono superiori a quelli di un bar, di un negozio o di un ristorante”.

Cosa chiede il turista. “Noi – continua Mennella – saremmo ben felici di poter rimanere aperti se ci fossero i presupposti. Chiediamoci per quale motivo il turista dovrebbe venire oggi nella nostra città d’inverno se poi non trova nulla che renda vivo e appetibile il territorio. Servono eventi e intrattenimento e va migliorata la gestione quotidiana su tutti gli aspetti della vivibilità del paese, dal decoro e l’arredo urbano al caos della viabilità. Tutti sognano il lusso ma prima viene la cura degli aspetti minimi e fondamentali”.

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