l'area per il previsto deposito dei materiali di scavo a Trappitello

“La delibera di Consiglio comunale che il Comune di Taormina ha approvato il progetto per il raddoppio ferroviario va ritirata subito. In quell’atto c’è un grave rischio per le falde acquifere della città che va scongiurato. Se l’atto non verrà ritirato sono pronto a incatenarmi”. Lo afferma il consigliere di opposizione, Antonio D’Aveni che così prende posizione sull’atto con il quale il Civico consesso il 27 dicembre scorso ha esitato l’iter proposto dalle Ferrovie dello Stato per la nuova linea ferroviaria. La questione riguarda l’utilizzo dei materiali di scavo e la relativa previsione delle aree di stoccaggio e deposito temporaneo. Dagli stralci planimetrici delle aree di stoccaggio emergerebbe un errore o una svista che cambierebbe lo stato delle cose. D’Aveni ha presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno urgente che dovrebbe ora essere discusso nella prossima seduta d’aula.

Il pericolo. “Nelle previsioni di quella delibera c’è un pericolo grave e reale per la nostra città che è sfuggito a tutti e di cui io stesso faccio mea culpa per non essermene accorto – afferma D’Aveni -. Gli atti del progetto per il raddoppio contengono circa 4 mila allegati presenti in un cd e, tra quelli, all’elaborato n.3069 si parla dei depositi per i materiali di scavo, da affrontare con la massima urgenza e sui quali vanno chiesti chiarimenti immediati a Rfi. Dallo stralcio con le tabelle delle aree occupate con relativa superficie in mq e relative foto aeree, si evince che per mero errore nelle tabelle hanno indicato le aree di stoccaggio DT07 e DT08 come appartenenti al Comune di Calatabiano, mentre chiaramente da ulteriore controllo si evince che si tratta di aree che ricadono nel territorio di Taormina e più precisamente all’interno o in prossimità del costruendo campo da golf a Trappitello”.

L’esame degli atti. “Gli atti trasmessi da Rfi – evidenzia D’Aveni – sono arrivati al Comune di Taormina il 31 ottobre 2018 con protocollo 25471 ma noi consiglieri siamo venuti a conoscenza di quella documentazione poi a dicembre. Gli atti sono arrivati in Seconda Commissione il 19 dicembre e ci è stato detto di dover votare subito in Consiglio la delibera, poi esitata il 27 dicembre e sulla quale, per altro, la minoranza, con il sottoscritto primo firmatario, ha presentato 5 emendamenti esitati su altri aspetti dell’iter. Ma, come detto, gli allegati erano 4 mila e non ci siamo accorti di un aspetto di grande importanza”.

La scoperta. “Da una successiva verifica più approfondita – dichiara sempre D’Aveni – ho accertato che venivano indicate su Calatabiano aree destinate al deposito di materiali di risulta, che ricadono invece su Taormina. Quindi dei materiali inquinati da prodotti chimici verrebbero depositati nella zona delle falde acquifere che già in questi anni sono state al centro di preoccupanti vicende riguardanti l’acquedotto di Trappitello”.

Delibera da revocare. “Ecco perché – aggiunge D’Aveni – quella delibera va revocata e se ciò non avverrà entro 7 giorni mi incatenerò, insieme ai colleghi dell’opposizione. Rfi deve dare chiarimenti: una cosa è il rischio di infiltrazioni di cui si era parlato a lungo negli anni scorsi quando era stato ipotizzato un collegamento tra i lavori del golf e i problemi all’acquedotto di Trappitello, e si parlava allora del rischio di infiltrazioni di fango. Ma ben altra cosa è che stavolta si preveda il deposito in zona di materiali di roccia con prodotti chimici. Faccio mea culpa per quel voto del 27 dicembre. La città deve sapere. Quel deposito non può essere fatto lì dove viene oggi previsto e il materiale va portato in luoghi idonei e autorizzati a queste attività di deposito e trattamento”.

© Riproduzione Riservata

Commenti