l'ospedale San Vincenzo di Taormina

C’è voluto l’intervento di un giornalista a mezzo stampa, è bastata la buona volontà di un direttore generale che ha risolto tutto con una telefonata. Vi avevamo raccontato il 10 gennaio scorso la vicenda della richiesta da parecchio tempo, e a più riprese, avanzata senza esito positivo da “CittadinanzAttiva” all’Asp Messina per la riassegnazione di una sede per il Tribunale dei Diritti del Malato all’interno dell’ospedale San Vincenzo di Taormina. Sino a questo momento ogni tentativo della responsabile territoriale di CittadinanzAttiva, la dott.ssa Agata Polonia, era andato a vuoto, vanificato da una risposta negativa e a volte nemmeno da quella.

Per una stanza. Niente da fare per questa signora onesta e perbene che non chiedeva la luna ma solo una stanza da mettere a disposizione di un servizio nato in Italia nel 1980 a tutela dei diritti dei cittadini nell’ambito dei servizi sanitari e assistenziali. E’ un servizio che in passato era già stato presente sempre all’ospedale di Taormina. Non si tratta, ovviamente, di un vero e proprio “tribunale” e nemmeno di ente inquisitore come potrebbe sembrare dal nome del TdM ma di uno strumento civico per contribuire ad una più umana, efficace e razionale organizzazione del servizio sanitario. A ben pensarci, insomma, questa storia non sarebbe dovuta nemmeno diventare un caso. Tanto più in quell’ospedale di Taormina che abbiamo dovuto salvare in questi anni una miriade di volte dal vento dei tagli, presidio difeso talvolta anche quando poteva risultare indifendibile e dove tante volte abbiamo raccontato le storie positive dei vari professionisti che ogni giorno danno lustro a questo struttura.

L’ultimo no. Fatto sta che sul TdM il 2 dicembre 2018 era stata inviata dalla signora Polonia l’ennesima nota all’Asp con relativo riscontro in data 10 dicembre in cui si rispondeva: “In atto non ci sono spazi sufficienti per poter evadere tale richiesta”. E allora ci siamo chiesti come fosse possibile che in questa storia non esistessero margini risolutivi nel contesto di un ospedale dove, pur tra innegabili problematiche in essere una stanza da poter liberare doveva pur esserci. Questa storia l’abbiamo raccontata con un’asettica sequenza di date e di atti, e con l’amarezza della signora Polonia. Non abbiamo voluto neppure aggiungere nessun commento, perché a volte ci sono storie nelle quali è la notizia stessa a parlare e a rendere bene il senso delle cose.

il manager Paolo La Paglia

La svolta. Alla fine tutto si è ribaltato nell’arco di un mese esatto, tutto si è risolto in poche ore, come era doveroso che fosse. E così, nell’apprendere il caso alla lettura dell’articolo, il nuovo direttore generale dell’Asp Messina, il dott. Paolo La Paglia, da poco insediatosi al vertice dell’azienda, ha raccolto l’appello e risolto subito la storia. Si è premurato di rassicurare la responsabile del TdM con una cordiale telefonata, l’ha fatta convocare in ospedale e ha dato quindi immediata disposizione agli uffici competenti dell’azienda di assegnare a “CittadinanzAttiva” una sede provvisoria. Il Tribunale per i Diritti del Malato presto tornerà operativo con una sede individuata al piano terra del San Vincenzo. Il “lieto fine” è arrivato nella mattinata stessa di giovedì per effetto del buon senso di un manager che ha agito in modo silenzioso e concreto. La Paglia si merita un plauso sincero per il pragmatismo che ha dimostrato e ha così lanciato un segnale importante che fa ben sperare per il periodo in cui reggerà le sorti dell’Asp Messina e quindi tutte ciò che concerne l’ospedale San Vincenzo.

Oltre i mal di pancia. Vox populi, vox Dei, pare che questa iniziativa di servizio pubblico, posta in essere – nei rispettivi ruoli – da un giornalista prima e dal neomanager Asp poi – abbia anche creato qualche “mal di pancia”. Eventuali turbamenti di corridoio sono fatti di cortile, marginali di fronte all’essenza ineludibile delle cose buone da fare. E allora giustizia è fatta e, in conclusione, anzi due cose con estrema chiarezza le vogliamo aggiungere: la prima è che all’ospedale di Taormina ci segnalano altre situazioni da rivedere e ce ne occuperemo quanto prima. La seconda è che l’ospedale, come tutto ciò che è salute pubblica, appartiene alla gente. Il grande vapore della sanità è una nave che non ha padroni ma soltanto umili servitori, tutti e nessuno escluso chiamati a dare un servizio efficiente e un apporto utile alla collettività.

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