l'imprenditore Gioacchino Campolo, considerato il Re dei Videopoker

Dopo il via libera dato dalla Giunta Bolognari il 6 dicembre 2018, gli uffici comunali di Taormina aprono il 2019 dando avvio alla procedura che tenterà per la terza volta di trovare qualcuno disponibile a prendere in locazione e mettere a reddito un immobile sito a Spisone, confiscato dallo Stato al Re dei Videopoker Gioacchino Campolo. Un’apposita determina per quella che sarà la terza gara in un anno e mezzo è stata predisposta il 3 gennaio scorso dal dirigente dell’Ufficio tecnico, ing. Massimo Puglisi.

Nessuno la vuole. Per adesso, infatti, nessuno sembra volersi fare avanti sul bene a suo tempo acquisito al patrimonio del Comune di Taormina a seguito di iniziativa dell’Anbsc (Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata). “Andremo a rinnovare l’esperimento della procedura di gara – spiega l’ing. Puglisi – per la concessione in locazione dell’immobile comunale ubicato in Via Nazionale Spisone, al piano 1 del “Condominio Villa Elisa”, ricorrendo al sistema delle offerte segrete in aumento da confrontarsi con il canone annuo posto a base di gara, con una parziale modifica delle condizioni stabilite dai precedenti bandi”.

Atto terzo. Le prime due gare riguardanti questo immobile (del valore di 500 mila euro) sono andate deserte e ora il Comune ci riprova. “E’ stata prevista un’ulteriore riduzione del 10% del canone annuo di locazione da porre a base d’asta pari a 5 mila 962 euro”, ha evidenziato l’ing. Puglisi. L’obiettivo, insomma, è quello di provare ad evitare che finisca di nuovo come nel novembre 2017 e come poi nel luglio 2018, quando in entrambe le volte – con rispettive richieste da 7 mila 360 euro e 6 mila 624 euro – non ci fu nessuna offerta.

Il passaggio di proprietà. L’immobile di Spisone, al momento in stato di abbandono da molto tempo; è stato allora trasferito al Comune di Taormina con finalità di lucro con reimpiego dei relativi proventi esclusivamente per finalità sociali”. L’edificio risultava intestato a Gioacchino Campolo, l’imprenditore calabrese considerato in rapporti organici con la ‘Ndrangheta, il “Re dei Videopoker” condannato definitivamente a 16 anni di carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso per aver imposto a vari esercizi commerciali, grazie al sostegno dei clan, la proprie “macchinette”, ed al quale lo Stato ha confiscato numerosi beni per un valore di 330 milioni di euro.

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