Tamim bin Hamad al-Thani

Andato a vuoto il tentativo (tardivo) di sbarcare in Sicilia e mettere le mani a Taormina sul Grand Hotel Timeo, che già da mesi era oggetto di trattative tra Belmond e Lvmh per l’intero pacchetto di 46 alberghi, il fondo sovrano del Qatar punta intanto sugli investimenti in Sardegna e le cifre sono da capogiro.

La scelta. Non solo operazioni in Costa Smeralda, ma anche ospedali e turismo e molto altro: il legame che si rafforza tra Qatar e Sardegna apre incredibili prospettive destinate ad alimentare rimpianti in Sicilia e a fare riflettere. Evidentemente c’è da chiedersi come mai non si riesca ad attrarre e dirottare da queste parti quello che invece sta diventando realtà nel territorio sardo. Dopo l’apertura del Mater Olbia, nella Sardegna nord orientale, sta partendo adesso l’impressionante “fase due” con i qatarini impegnati in un’impresa, nel campo sanitario, che prevede, per i prossimi dieci anni, investimenti per Un miliardo e 200 milioni di euro.

Lo sguardo sulla sanità. Il primo passo del nuovo corso, che coincide con l’ultimo tassello di un cammino durato trent’anni, è l’apertura dell’ospedale “ideato” negli anni ’80 dall’allora sindaco Gianpiero Scanu. «Mi preoccupava la disperazione delle persone che dovevano fare viaggi della speranza per curare le malattie – racconta – decisi, quindi, di prendere contatti con don Verzé per creare un ospedale. Il resto è venuto con il tempo». Chiuso il periodo don Verzé nel 2012 e dopo alcune incertezze, le speranze riprendono nel 2014 quando il Qatar si fa avanti e dopo l’intesa con la Regione e la Fondazione Gemelli, nasce il Mater Olbia. «Questa apertura – chiarisce Scanu – vale, una volta avviato l’intero sistema, tra diretto e indotto vale almeno duemila posti di lavoro».

Altri investimenti. Il via libera il 12 dicembre scorso quando la struttura sanitaria che conta, attualmente, circa 600 dipendenti ha iniziato a ricevere le prenotazioni per le visite specialistiche che partiranno dal 7 gennaio. Apertura che segna anche il passaggio di un nuovo corso: quello di ulteriori investimenti, come chiarisce Lucio Rispo, responsabile per gli investimenti diretti di Qatar Foundation Endowment in Italia, e proprio i giorni scorsi nominato amministratore delegato di Sardinia Healthcare and Research Properties, la società operativa della Qfe in Italia e proprietaria delle strutture del Mater Olbia.

La fase 2. “Dopo l’avvio dell’ospedale di Olbia – dice il manager – è ora il momento di avviare la fase 2, che prevede ingenti investimenti finalizzati allo sviluppo territoriale”. Ossia il progetto di sviluppo sanitario con l’obiettivo di «far diventare la Sardegna polo attrattivo per le persone che si vogliono far curare». I primi progetti sono relativi al completamento della struttura relativa alla ricerca e alla medicina sportiva. La questione ricerca ha poi un’attenzione su malattie come diabete e anemia mediterranea. In programma anche la costruzione di un albergo in un’area di 60 ettari e legato proprio al Mater Olbia.

Le operazioni in corso. Uno sguardo attento del gruppo sarà poi dedicato anche allo sviluppo dell’agricoltura «nel solco della tradizione di Qfe, che valorizza le caratteristiche e le potenzialità del territorio. Obiettivo di Qfe è fornire “una base di finanziamento permanente per le operazioni della Qatar Foundation for Education, Science and Community Development (Qatar Foundation), un’organizzazione senza scopo di lucro che sta attivamente guidando la trasformazione del Qatar da un’economia basata sulle risorse energetiche a un’economia basata sulla conoscenza”.

Il fattore Costa Smeralda. C’è poi un altro filone, seppure differente, che lega la Gallura al Qatar. Ed è quello del turismo della Costa Smeralda, in cui opera la Smeralda Holding, controllata dal fondo sovrano Qatar Investment Autohority. In questo caso, il gruppo ha registrato nel 2017 investimenti per 100,5 milioni di euro e ha deliberato un programma di investimenti sino al 2023 per 120 milioni di euro.

Omaggio alla moglie dell’emiro. La Sardegna parla sempre più la “lingua” di Doha, ed eloquente è quanto avvenuto in Gallura: investimenti miliardari da parte degli arabi si concentrano in varie attività, dalla sanità ai trasporti sino al turismo. L’emirato, tramite il suo fondo sovrano, ha comprato nel 2012 la Costa Smeralda dal finanziere americano Tom Barrack e adesso, come detto, ha ultimato l’ospedale privato Mater Olbia ma ha acquisito pure il 49% della compagnia aerea Meridiana che controlla assieme al principe Aga Khan. Solo nel 2017 gli investimenti ammontano a oltre 4,1 miliardi. Già ad inizio 2018 l’ambasciatore Abdulaziz Ben Ahmed Al Malki venne ricevuto dal sindaco di Olbia, insieme a vari primi cittadini della Gallura, ed in quella occasione venne fatta la proposta proprio dal sindaco di intitolare la nuova scuola di Olbia (ricostruita dopo i danni del 2013) a Sheikha Mozah bint Nasser Al Missned, seconda moglie delll’emiro di Doha, Hamad bin Khalifa, che qualche anno fa ha abdicato in favore del figlio Tamim. E’ lei ad essersi occupata dei finanziamenti e dei progetti in Sardegna ed è presidente della Qatar Foundation che in Italia ha finanziato l’acquisizione e il completamento dell’ex ospedale San Raffaele di Olbia.

Flirt che non si concretizzano. Numeri da paura che rendono l’idea della portata finanziaria e strategica di quello che sta già accadendo (e avverrà nei prossimi anni) in Sardegna mentre i ripetuti flirt tra il Qatar e la Sicilia, e nello specifico Taormina -dall’Hotel San Domenico nel 2016 al Timeo adesso -, restano per il momento storie incompiute di un matrimonio che forse “non s’adda fare”.

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