Mariella Benedetto e Dino Papale

La Città di Taormina ha dato oggi pomeriggio l’ultimo saluto a Mariella Benedetto, la sfortunata dottoressa morta il 26 dicembre scorso in tragiche circostanze a Letojanni. In tanti hanno reso omaggio alla salma del chirurgo che ha perso la vita nel modo più assurdo e a 67 anni ha lasciato il marito Dino Papale e i figli Carlo e Barbara. I funerali si sono svolti nella chiesa madre di Taormina, in Cattedrale, e poi il feretro è stato accompagnato al cimitero di Via Porta Pasquale.

Oltre i riflettori. Adesso l’auspicio è che in una città tante volte distratta da futili beghe di paese e troppo spesso priva di buona memoria, qualcosa della dottoressa Benedetto rimanga anche quando i riflettori mediatici sulla tragedia si spegneranno, e che possa essere ricordata non soltanto nei pensieri e nei cuori della famiglia e dei conoscenti che le hanno voluto bene e sempre gliene vorranno.

Il gesto da fare. Al di là di discorsi di circostanza da ricondurre al crudele epilogo di questa vicenda, sarebbe opportuno intitolare a Mariella, magari, una sala dell’ospedale San Vincenzo di Taormina per quello che è riuscita ad essere nella vita. Le va reso un giusto tributo proprio in quel reparto di Chirurgia che l’ha vista a lungo silenziosa protagonista. Un piccolo pezzo simbolico di quell’ospedale dove, di fatto, ormai di taorminesi e taorminesità è rimasto ben poco. Ecco perché sicuramente c’è bisogno di tenere vivo e tramandare alle future generazioni il ricordo di quelle persone positive come Mariella Benedetto, che non hanno fatto gesti eclatanti eppure hanno lasciato un segno per la capacità di interpretare bene, sino in fondo, il proprio ruolo sociale.

E’ giusto ricordare quelle figure come questa donna che, lontana dalle luci della ribalta e sempre animata da esemplare senso del dovere, si è dimostrata con generosità sincera per una vita intera a disposizione di chiunque avesse bisogno.

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