Bernard Arnault

“Il nostro accordo con Belmond è del tutto coerente con la presenza di Lvmh nel settore nel lusso”. Così Bernard Arnault, il magnate di Lvmh, l’uomo più ricco di Francia, spiega al Financial Times la maxi-operazione che ha portato all’acquisto degli hotel Belmond, 46 gioielli nel mondo tra i quali anche il Timeo e il Sant’Andrea a Taormina.

Il trend e la strategia. L’intesa con Belmond – il cui closed effettivo si avrà nelle prime settimane del nuovo anno – fa di Lvmh tra i nuovi protagonisti del “lusso esperienziale”, un segmento di mercato in rapida ascesa in particolare nel segmento viaggi e ospitalità. Due settori cresciuti negli ultimi 7 anni a un ritmo più sostenuto rispetto a quello dei prodotti moda dove il gruppo capitanato da Bernard Arnault è primo al mondo. Proprio intorno all’abbigliamento e agli accessori di alta gamma è infatti crescente la preoccupazione per una domanda che non sale più a due cifre come accadeva in passato soprattutto sui mercati asiatici.

Le nuove frontiere del lusso. Arnault sa con certezza che il suo cliente sta cambiando pelle: la crescita di nuovi “high net worth” nel mondo è continua e lo spostamento verso il lusso esperienziale va di pari passo con il minore interesse per altri prodotti divenuti meno importanti rispetto al passato. Gli high net wort sono un gruppo in parte ben sovrapponibile con i crazy rich asian sino ad oggi vera delizia per ogni griffe moda: un’elite globalista formata soprattutto da giovani: generalmente dotati di istruzione superiore propensi all’acquisto di generi di lusso. Tutti gli analisti concordano sul fatto che il mercato dei beni di lusso tradizionali sta entrando in un nuovo periodo di incertezza, mentre la crescita di categorie come appunto viaggi, ospitalità, cibo e vino costosi rende sempre più interessanti i top performer di queste aziende.

Numeri da capogiro. Lvmh (per intenderci Louis Vuitton) ha acquisito la società londinese Belmond per 3,2 miliardi di dollari. Belmond significa 46 hotel sparsi in 24 paesi al mondo, tra cui il Cipriani di Venezia, il Caruso di Ravello e lo Splendido di Portofino e il Timeo di Taormina. Fanno parte del suo portafoglio anche navi da crociera fluviali, ristoranti esclusivi, nonché servizi ferroviari come il Simplon-Orient-Express di Venezia e il Belmond Royal Scotsman. L’accordo stipulato con Belmond è il più oneroso tra quelli affrontati da LVMH dopo quello da 4,3 miliardi di euro del 2011 per l’acquisizione di Bulgari e quello da 6,5 sborsati nel 2017 per rilevare la quota di minoranza che ancora non possedeva ancora in Christian Dior.

La sfida nell’hotellerie. Secondo Lvmh “il futuro del mercato del lusso sarà sempre più orientato alle esperienze e non solo ai prodotti, per questo è stata colta l’opportunità di partecipare a tale trend attraverso l’acquisizione di un marchio che negli ultimi anni ha raggiunto importanti successi”. La scelta è ricaduta sul gruppo Belmond perché “è ben diversificato nel mondo” e “il nostro obiettivo adesso è incrementare la presenza in Asia e conquistare un maggior numero di clienti asiatici, che possano soggiornare nelle strutture europee e non solo”. L’operazione sembra chiudere un cerchio: i facoltosi turisti asiatici soggiornano negli alberghi europei, fanno shopping nelle boutique di Fendi, Kenzo, Givenchy, Dior, Bulgari e magari la sera pasteggiano a Dom Pérignon. E’ la strategica perfetta di Arnault.

Il made in Italy. E tra le mete più rinomate (e più redditive) ci sono quelle italiane. Besti pensare che delle 36 strutture alberghiere che fanno parte del pacchetto Belmond, comprato da Lvmh, sette sono italiane e da sole generano circa 40 milioni di euro di Ebidta, su un totale di 140 milioni. Inoltre, il valore dell’intero portafoglio è stimato intorno ai 2,2 miliardi di dollari, di cui il 50-60% è rappresentato dal valore delle strutture italiane. Qui Belmond ha alberghi di lusso nelle principali mete turistiche: l’hotel Cipriani a Venezia, la Villa San Michele a Fiesole, sulle colline fiorentine, l’hotel Splendido di Portofino, il Caruso di Ravello, gli hotel Timeo e Villa Sant’Andrea a Taormina e il Castello di Casole in Toscana. Nulla, insomma, è stato lasciato al caso.

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