Bernard Arnault, proprietario di Moët Hennessy Louis Vuitton

Louis Vuitton è inarrestabile. Aspettando il closed che metterà nero su bianco all’affare, l’acquisizione a cifre da capogiro del brand Belmond da parte di Lvmh svela l’impressionante portata del portafoglio del colosso francese che ha acquisito 46 hotel tra cui anche i due gioielli taorminesi Timeo e Villa Sant’Andrea.

Una riserva da capogiro. Lvmh, Moët Hennessy Louis Vuitton, infatti, non ha ancora svelato ufficialmente nei dettagli l’impatto finanziario di questa operazione sul bilancio ma stando alle prime stime la multinazionale di Bernard Arnault, a quanto pare, avrà comunque una somma da capogiro da poter utilizzare nei prossimi 18 mesi per operazioni di M&A (fusioni e acquisizioni). Lvmh potrà contare, per l’esattezza, su 25 miliardi di cassa, una somma che polverizza sul nascere lo spettro di contraccolpi per l’onerosa maxi-operazione da 2,6 miliardi di dollari messa in atto per comprare il brand Belmond.

La scelta. Arnault ha fortemente voluto l’operazione Belmond perchè il settore delle “esperienze di lusso” è cresciuto ad un ritmo più sostenuto negli ultimi anni rispetto a quello dei beni di lusso Per questo ha lanciato l’assalto all’hotellerie di alto livello che consentirà al gruppo transalpino un ulteriore salto di qualità.

Gli ultimi passaggi. L’affare Belmond-Lvmh è alla stretta finale e si tratta adesso di formalizzare i passaggi conclusivi che necessiteranno, per forza di cose, di qualche mese. La transazione dovrebbe completarsi nel primo semestre 2019, essendo necessario sul piano procedurale che vi sia l’approvazione degli azionisti Belmond.

Transazione convincente. “A seguito di una revisione strategica che ha suscitato un profondo interesse da parte di un’ampia gamma di società, il board ha concluso che questa transazione con Lvmh fornisce un valore convincente e certo per i nostri azionisti, nonchè un entusiasmante percorso futuro con un gruppo che apprezza gli asset insostituibili di Belmond ed il forte management team”, ha dichiarato Roland Hernandez, presidente del Consiglio di Amministrazione di Belmond.

Esperienze uniche. Bernard Arnault ha aggiunto a sua volta: “Belmond offre esperienze uniche ai viaggiatori più esigenti e possiede una serie di risorse eccezionali nelle destinazioni più ambite. Il suo patrimonio, i suoi servizi innovativi, l’eccellenza nell’esecuzione e la sua imprenditorialità risuonano bene con i valori del gruppo, oltre ad essere complementari alle nostre maison Cheval Blanc e alle attività alberghiere di Bulgari”.

Il team di Belmond. All’orizzonte c’è una stretta collaborazione tra il team manageriale di Belmond e il potenziamento della brand awareness attraverso una serie di investimenti, con l’obiettivo di rendere sempre più desiderabile e coinvolgente il marchio. Louis Vuitton vuole far tesoro dell’esperienza e della professionalità messa in campo in questi anni dallo staff di Belmond nelle sue varie strutture.

Le strategie. Arnault porta “a casa” la bellezza di 46 hotel da favola, un patrimonio senza confini con tanti mercati da aggredire e sui quali punterà ad accrescere i numeri e il peso del suo gruppo. In questo contesto l’Italia sarà certamente una delle destinazioni prioritarie sulla quali Lvmh punterà con decisione, con gli annessi e connessi (non solo alberghieri evidentemente) di questa strategia. Attenzione agli sviluppi all’orizzonte nei prossimi mesi, perché in questo contesto Taormina non sarà per niente un pezzo qualsiasi tra i tanti del mosaico.

 

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