E’ stata inaugurata presso l’ex Chiesa San Francesco di Paola a Taormina la riapertura del Museo Siciliano di Arte e Tradizioni Popolari – Collezione “Panarello”. Erano presenti all’appuntamento il sindaco di Taormina, Mario Bolognari, l’assessore alla Cultura, Francesca Gullotta, il prof. Franz Riccobono e Claudio Bombini, erede dell’indimenticato antiquario taorminese Giovanni Panarello, che diede vita a questa splendida collezione.

Valorizzare i palazzi storici. “I palazzi storici di Taormina in tanti casi sono stati chiusi o hanno ospitato iniziativa che non avevano attinenza con le peculiarità del sito – spiega il prof. Bolognari -. Noi vogliamo rifunzionalizzare i vari palazzi storici e valorizzarli nel miglior modo possibile. In questo caso l’ex chiesa di San Francesco di Paolo è sede di una collezione importante che ha un valore indubbio, soprattutto nella sua completezza. Questa mostra ha un suo significato storico e culturale di rilievo. Sarà importante portare in questo sito le scuole per mostrare la bellezza ed il senso di questa collezione”.

I tesori di Taormina. “L’Amministrazione si è impegnata per questa riapertura e personalmente sono molto contento di questa riattivazione del Museo Siciliano di Arte e Tradizioni Popolari – ha detto la prof.ssa Gullotta -. Voglio ringraziare i miei colleghi di Giunta e gli uffici. Era importante non vedere più chiuse le porte di questo immobile. E’ stato fatto un grande lavoro per restituire alla collettività questa bellissima collezione. Ci sono ancora tante cose da fare ma la nostra volontà e l’impegno sincero è quello di valorizzare e far conoscere la storia del nostro territorio. Ogni pezzo di questa collezione ha un suo valore e una sua storia, è parte dei tanti tesori di grande valore di cui dispone Taormina e che in diversi casi nemmeno i taorminesi conoscono”.

Il biglietto da visita di Taormina. “Il sindaco Bolognari fu colui che 21 anni fa (nel 1997) aveva inteso impegnare per valorizzare questa collezione – ha dichiarato il prof. Riccobono – e, dopo anni di difficoltà e di trascuratezza, adesso la sua Amministrazione si è impegnata per consentire la riattivazione di questo museo che è patrimonio dei taorminesi e di tutta la Sicilia. Questa collezione è la più imponente e la più articolata nell’ambito delle arti e le tradizioni popolari siciliane. Esistono musei di rilievo come quello di Terrasini o Caltagirone che sono altrettanto importanti ma sono settoriali. Il Museo Panarello, unico vero museo della Città di Taormina, è un corpus multidiscipinare, con i carretti e le ceramiche, le sculture sia povere che raffinate. Giovanni Paranello ha raccolto un pò di tutto ed ogni oggetto merita di essere visto ed apprezzato”.

La storia del Museo. Il Museo di Arte e Tradizioni Popolari venne istituito nel 1997, ed è uno dei più significativi ed apprezzati tra i musei etno-antropologici della Provincia di Messina e dell’intera Sicilia. Inaugurato a Palazzo Corvaia nel dicembre del 1999, oggi raccoglie oltre 430 opere, tutte catalogate che forniscono al visitatore una visione completa della produzione artigianale siciliana tra il 1600 ed il 1900. E’ un progetto che parte da lontano e che dopo momenti difficili adesso riparte con nuovo slancio, per rendere fruibile al pubblico pezzi pregiati di artigianato artistico ed oggetti d’uso comune, arte pastorale, sculture lignee devozionali, arte sacra e profana, oggetti votivi, oggetti artistici anche in materiali preziosi, presepi, ceramiche, statuette antropomorfe e prosopomorfe, elaborati pezzi di carretto siciliano, filati, costumi e ricami, etc. Il Museo Siciliano di Arte e Tradizioni Popolari di Taormina raccoglie opere per la maggior parte provenienti dalla collezionate dall’antiquario Giovanni Panarello, ma anche da alcuni collezionisti privati tra cui il noto collezionista Franz Riccobono. Le opere museali sono suddivise 14 sezioni per area tematica. Dopo un iter che ebbe inizio nell’anno 2002, la Collezione Panarello è stata acquisita nel 2006 dal Comune di Taormina. Adesso, alle porte del Natale 2018, la “rinascita” del Museo con la riapertura avvenuta il 12 dicembre.

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