l'Ospedale San Vincenzo di Taormina

“L’Ospedale San Vincenzo di Taormina va immediatamente dotato di Breast unit per la cura del tumore alla mammella”. La richiesta arriva dal deputato regionale del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca, componente della Commissione Sanità all’Ars che ha depositato una mozione che impegna l’assessore regionale Ruggero Razza alla costituzione di una Breast Unit nel presidio ospedaliero di contrada Sirina.

I casi trattati. “E’ assurdo – afferma De Luca – che il secondo ospedale siciliano per numero di casi trattati di carcinoma alla mammella con 255 interventi l’anno, non sia ancora dotato di tale centro di riferimento. L’assessore Razza, si attivi in tempi brevissimi, le donne di quell’area della Sicilia meritano la stessa attenzione e prevenzione delle donne di altre aree siciliane”.

Rivedere la rete ospedaliera. “Il carcinoma della mammella – continua De Luca – pur continuando ad essere la patologia oncologica più diffusa tra le donne, presenta ormai percentuali di guarigione sempre maggiori se la diagnosi è precoce ed i trattamenti adeguati. Le donne in sostanza devono poter fare affidamento su centri in grado di gestire tutte le fasi della malattia, senza essere costrette a rivolgersi a unità generiche, dove corrono il rischio di ricevere trattamenti non adeguati, oppure a migrare in regioni più avanzate dal punto di vista dell’offerta sanitaria. La Riorganizzazione della Rete Ospedaliera siciliana varata nella primavera del 2017 – spiega ancora De Luca – attivava 7 Breast Unit in tutta la Sicilia, escludendo di fatto l’ospedale di Taormina che invece, per numero di casi trattati, era purtroppo il secondo ospedale siciliano”.

“San Vincenzo” primo centro siciliano. “Il San Vicenzo, dai dati aggiornati al 2017 – conclude il parlamentare siciliano del M5S – risulta proprio il primo Centro nell’ambito della Sanità Pubblica quanto a numero di casi gestiti di carcinoma mammario, superato solo dal Policlinico di Palermo e da La Maddalena di Palermo e l’Humanitas di Catania, entrambe private convenzionate. Alla luce di tali dati l’assessore Razza non può privare un territorio dalla purtroppo altissima incidenza tumorale di un simile centro di riferimento”

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