Sheikha Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani

A due anni di distanza dal mancato acquisto dell’Hotel San Domenico, la famiglia reale del Qatar torna a mettere gli occhi su Taormina. Gli Al Thani sarebbero, infatti, intenzionati a ritentare un’importante operazione nel mercato dell’Hotellerie di lusso presente nella capitale del turismo siciliano. Secondo alcune indiscrezioni, stavolta l’attenzione sarebbe rivolta su altri due gioielli dell’industria taorminese dell’ospitalità e alla famiglia Al Thani piacerebbero l’Hotel Timeo e l’Hotel Sant’Andrea, strutture di proprietà della company inglese Belmond (nata nel 2014 come rebrandering del colosso Orient Express). Al momento non ci sono riscontri di trattative avviate o in corso ma dal Qatar cresce l’interesse per investimenti da queste parti e già nei primi mesi del 2019 potrebbero esserci sviluppi significativi sull’onda lunga del feeling sempre più tangibile che sembra avvicinare il Qatar e la Sicilia.

Il legame tra i reali e Taormina. Lo sceicco del Qatar, Ali Bin Thamer Al Thani, è già stato di recente in Sicilia, e come lui anche Tamin Bin-Hamad Al Thani (figlio dell’Emiro) che con il suo panfilo da 124 metri “Katara” ha avuto modo di ammirare dalle acque di Villagonia la bellezza di Taormina e proprio di recente l’emiro padre, Hamad bin Khalifa Al Thani, non ha fatto mistero del suo apprezzamento per la Sicilia e per Taormina al “Katara 8th Traditional” di Doha.

Il viaggio siciliano della principessa. Ma Taormina ha affascinato soprattutto la sorella di Tamin, la principessa Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, che a luglio è stata a Taormina ed in quella occasione è rimasta letteralmente incantata dalla bellezza dei luoghi. A spingere per un importante investimento da queste parti sarebbe lei, la principessa, capo dei musei del Qatar che ha un impressionante potere economico tale da potersi consentire di comprare opere per un miliardo di euro l’anno.

La beffa del San Domenico. Senza dimenticare che Taormina è rimasta nei pensieri dello sceicco Hamad Bin Jassim Al-Thani, che nel 2016 andò ad un passo dall’acquisto dell’Hotel San Domenico, aggiudicato all’asta all’immobiliarista Giuseppe Statuto che riuscì a beffare lo sceicco (Al Thani offrì 52,3 milioni di euro, Statuto rilanciò in extremis a 200 mila euro in più, chiudendo a 52,5 milioni).

Le valutazioni di Belmond. Ecco perchè gli Al Thani starebbero ora seguendo con attenzione le varie opportunità che potrebbero presentarsi e tra queste le scelte strategiche che Belmond potrebbe compiere in un ampio contesto che concerne l’intero asset alberghiero e quindi non solo Taormina. Il CdA di Belmond che opera nel turismo in ambito mondiale ha avviato “una revisione completa delle alternative, per migliorare il valore per gli azionisti”, valutando anche l’eventualità di “una possibile vendita”, come affermato da Roland Hernandez, presidente del Cda. Belmond potrebbe prendere in considerazione la ricerca di un acquirente.

Il momento della verità. Il gruppo proprietario in 22 Paesi del mondo di hotel, ristoranti, navi e treni, non ha dato al momento alcuna comunicazione sull’esito della revisione e sull’eventuale annuncio di una vendita dell’asset ma dal Qatar sarebbero entrati nell’ordine di idee di farsi avanti in modo deciso per investimenti in Sicilia. I prossimi mesi diranno se il Timeo e Villa Sant’Andrea, due autentiche icone del top travel a Taormina per altro gestite ad oggi in modo encomiabile dal management Belmond, rimarranno un “sogno proibito” per i reali e quindi si confermeranno saldamente nelle mani dell’attuale proprietà. Oppure se dal Qatar, o magari da altre top company internazionali, arriveranno davvero offerte milionarie irrinunciabili.

© Riproduzione Riservata

Commenti