l'eterna discussione sul balzello turistico

Da Palermo arriva una novità sulle modalità di impiego della tassa di soggiorno che potrebbe presto essere ripresa in altri Comuni italiani e che andrebbe valutata con attenzione anche a Taormina.

Saranno, infatti, i cittadini palermitani e i turisti a proporre e scegliere come impiegare una parte dei fondi dell’imposta di soggiorno, e nello specifico per dei progetti di sviluppo locale e promozione turistica dei quartieri di Danisinni e Ballarò finanziati tramite la quota di tassa di soggiorno messa a disposizione da Airbnb. Due progetti, di 20.000 euro ciascuno, saranno realizzati uno a Ballarò ed un altro a Danisinni nel 2019, dopo che saranno stati discussi ed approvati tramite appositi incontri/laboratori aperti alla città che si svolgeranno nelle prossime settimane. I primi incontri partecipati sono già iniziati il 23 dicembre. Le 3 idee più condivise in ciascun laboratorio andranno alla fase di co-progettazione che si svolgerà dal 26 novembre al 15 dicembre 2018 e saranno sviluppate fra i partecipanti, le associazioni e i comitati del territorio e l’amministrazione comunale. Dal 15 al 31 gennaio 2019 si svolgerà la fase finale in cui i tre progetti per Ballarò e i tre per Danisinni saranno sottoposti alla votazione finale per decidere a chi assegnare i 40 mila euro a disposizione.

Il parallelismo del balzello. Da notare che le cifre sulla tassa di soggiorno sono ormai abbastanza simili tra Taormina, dove a fine anno si dovrebbe contare nel forziere di Palazzo dei Giurati un introito non inferiore a 2 milioni e 700 mila euro, mentre a Palermo (che evidentemente può contare su un territorio assai più vasto) ha raggiunto nel 2018 i 3 milioni di euro.

I numeri di Palermo. La maggiore presenza di turisti in città nell’anno di Palermo Capitale della Cultura e di “Manifesta” si è ripercossa positivamente sugli incassi della “Tassa di soggiorno”, l’importo pagato dai turisti per le prime cinque notti di permanenza nelle strutture ricettive cittadine. Dai circa 1,7 milioni incassati nel 2015 e nel 2016, si è arrivati quest’anno a 3 milioni. La spesa effettiva si era concentrata nel 2017, quando sono stati impegnati 3,8 milioni, derivanti dalla riscossione di quell’anno e dall’utilizzo delle somme degli anni precedenti. A Palermo c’è da rilevare che è in vigore un accordo tra il Comune e Airbnb. Una parte delle somme riscosse, pari al 10% viene trattenuta dai gestori delle strutture ricettive, ad eccezione di quelli di Airbnb che li hanno destinati a progetti di valorizzazione turistica.

Le linee guida di spesa a Palermo. L’Amministrazione comunale e gli uffici palermitano hanno reso noto che procederanno adesso alla programmazione delle somme riscosse nel 2018, che seguirà, secondo le indicazioni e linee guida:
– il sostegno e la partecipazione dell’Amministrazione comunale agli Enti culturali della città, quali il Teatro Massimo o la Fondazione Unesco
– la creazione di un fondo per il sostegno ai festival ed eventi culturali ad alta attrattività turistica
– l’incremento dei servizi turistici in città
– il decoro urbano
– la promozione turistica della città nei circuiti di settore nazionali ed internazionali.
Attualmente, le strutture che effettuano la riscossione della tassa di soggiorno, oltre quelle del portale Airbnb, sono poco più di 300, divise fra Alberghi, Bed&Breakfast, Case vacanza, Ostelli, Affittacamere, Campeggi, Appartamenti ad uso turisto transitorio.

E Taormina che fa? A Taormina, come si sa, la tassa di soggiorno è in vigore dal 1 gennaio 2013 e sino a questo momento è servita per lo più a sistemare i bilanci del Comune, anche a dispetto della “tirata di orecchie” fatta nel 2015 al Comune di Taormina dalla Corte dei Conti, che a seguito di un esposto degli albergatori, aveva invitato l’ente locale ad un utilizzo dell’imposta in linea con le finalità istitutive del balzello turistico. E’ storia ampiamente nota invece come siano andate sino a questo momento le cose. Il 2019 sarà l’anno buono per un’inversione di tendenza? La speranza è l’ultima a morire, la ragione però è la prima a dubitarne.

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