Enrico Lo Verso

Si va definendo il calendario degli spettacoli di fine anno a Taormina e l’assessore al Turismo e Spettacoli del Comune di Taormina, Andrea Carpita, annuncia la presenza a Taormina del noto artista Enrico Lo Verso, uno degli attori più conosciuti ed apprezzati dal pubblico.

“Avremo nel programma di Natale – ha detto Carpita – la presenza di un attore molto noto al pubblico, Enrico Lo Verso, che il 20 dicembre 2018 e il 6 gennaio 2019 sarà protagonista al Palazzo dei Congressi di Taormina. Il 20 dicembre proporrà lo spettacolo “Uno, nessuno, centomila”, di mattina per le scuole e poi la sera per il pubblico. Il 6 gennaio invece porterà in scena lo spettacolo “Metamorfosi”. Siamo lieti ed onorati di poter proporre queste iniziative”.

Uno, nessuno, centomila. Dal più celebre dei romanzi di Luigi Pirandello, la storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio, minimo insignificante. Il pretesto è un appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si dipanano intorno ad un particolare fisico. Le cento maschere della quotidianità, lasciano il posto alla ricerca del Se’ autentico, vero, profondo. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi, e nel fondo è l’essenza: Abbandonare i centomila, per cercare l’uno, a volte può significare fare i conti con il nessuno. Ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporare la vita. Uno spettacolo su l’ultimo romanzo di Luigi Pirandello, che riesce a sintetizzare il pensiero dell’autore nel modo più completo. L’autore stesso, in una lettera autobiografica, lo definisce come il romanzo “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita. “Uno, nessuno e centomila” è un’opera di lunga elaborazione, di assidua stesura, che accompagna, o per meglio dire informa di sé, il resto della produzione pirandelliana. Da qui l’idea di una nuova e originale messa in scena, che possa ricercare nuovi specifici per lo spettacolo ma, soprattutto, sappia ridisegnare il rapporto, all’interno dello spazio scenico tra la parola ed il suono. Uno spettacolo, in cui le parole e i suoni prendono forma di racconto di una voce: una composizione sintattica di parole e suoni, di note e sillabe, di versi e brani, in cui la musica e la narrazione, concorrono alla definizione del pensiero. L’interpretazione, non manca di ironia e sagacia, ricca com’è di inflessioni e note di colore tipiche siciliane, tanto care all’autore del testo, al personaggio e all’attore che lo interpreta. Una messa in scena mutevole in ogni contesto, nel rapporto empatico con il luogo e con chi ascolta e che da forma ad un personaggio, che è uno, centomila o nessuno, tutti per la prima volta affidati al racconto di una voce.

“Metamorfosi. Altre storie oltre il mito”. Metamorfosi racconta quattro storie contemporanee ispirate ai miti classici di Apollo e Dafne, di Eco e Narciso, del ratto di Proserpina e di Aracne. Apparentemente senza nesso tra loro, le storie convergono sull’unico finale a cui le condurrà Enrico Lo Verso, moderno Giove che ne tesse le fila. Di arcaico resta solo il valore del mito, che supera il tempo e resta integro nella validità del suo messaggio. Lo spettacolo del cambiamento, è per se stesso uno spettacolo che cambia. Di classico resta, dunque, il valore del mito, che supera il tempo e resta integro nella validità del suo messaggio. I racconti sono affidati ogni sera ad Enrico Lo Verso, moderno Ovidio che tesse le fila delle Metamorfosi, e agli ospiti di ogni serata. Lo spettacolo così diventa in ogni replica “altra cosa”, si trasforma grazie alle diverse sensibilità artistiche che si avvicendano e dalla sinergia che si crea fra le diverse interpretazioni. La struttura narrativa semplice e schietta, fa “sfilare” sul palcoscenico le storie di vita “vissute ed interpretate” da Enrico Lo Verso e dagli attori che compongono il cast. Quasi fosse un incontro tra amici che riflettono ad alta voce sugli aspetti e le contraddizioni della natura, dell’uomo e della società, il Mito non nasce forse proprio dall’esigenza di spiegare la realtà? Le storie, apparentemente senza nesso tra loro, diventano parti integranti di un’unica vicenda che converge su un finale unico: la possibilità concessa agli individui di essere oltre loro stessi, dentro il cambiamento, dentro la potenza del mito che è evoluzione.

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