la Regione Siciliana punta sul turismo dei pensionati

La Sicilia chiama i pensionati di tutto il mondo. Detto, fatto, dalle buone intenzioni il Governo Musumeci passa alle misure concrete per provare a far diventare l’isola la nuova terra promessa del turismo over 60-70 e allora eccole le novità in arrivo. Il provvedimento “acchiappa pensionati” è inserito nella bozza di finanziaria discussa nelle scorse ore dal governo a Palazzo d’Orleans.

L’assessore all’economia, Gaetano Armao, aveva annunciato nei mesi scorsi di stare lavorando ad un pacchetto di agevolazioni fiscali. Anche facendo leva sulle favorevoli condizioni climatiche di cui gode l’Isola, l’obiettivo è quello di convincere decine di migliaia di persone a trascorrere qui l’ultima stagione della loro vita. Un’operazione che se da un lato ha un costo per le casse regionali in termini di mancato gettito, dall’altro dovrebbe far crescere la domanda interna e avere un effetto positivo sul settore immobiliare.

Il testo prevede l’esenzione per 10 anni dell’addizionale regionale Irpef, delle imposte comunali e del bollo auto. In altre parole si tratterebbe di un azzeramento della tassazione locale. La Sicilia, quindi, seguirebbe le orme del Portogallo o delle Isole Canarie, dove già da anni sono in vigore misure simili che hanno portato notevoli benefici all’economia dei territori interessati.

In molte città di questi Paesi, infatti, sono nate delle comunità di stranieri che hanno di fatto ripopolato interi quartieri, stimolato i consumi di beni e servizi e riattivato il mercato degli affitti e della compravendita di immobili. Presto, quindi, l’Isola potrebbe diventare un paradiso fiscale per anziani. Il provvedimento, infatti, una volta deliberato dalla Giunta Musumeci dovrebbe approdare nelle prossime settimane all’Ars per la sua approvazione definitiva entro dicembre.

I prossimi mesi diranno se l’operazione potrà effettivamente decollare e assumerà proporzioni concrete e tangibili. Certo è che tra le mete del turismo dei pensionati in Sicilia potrebbe sicuramente esserci Taormina, la capitale del turismo siciliano dove un tempo venivano a svernare (d’inverno) distinti signori di mezza età da tutta Europa. Adesso siamo in un’altra era ed è difficile ipotizzare lo scenario ma la Perla dello Ionio, volente o nolente, è destinata a finire – suo malgrado – al centro anche di questo nuovo calderone turistico.

Al momento, i Paesi esteri più gettonati dove gli italiani hanno ritenuto opportuno vivere da pensionati durante la crisi sono stati in particolare Romania, Bulgaria, Polonia, Tunisia e Djerba, Repubblica Dominicana, Portogallo, Panama, Tenerife. In alcuni di questi si può vivere con 800/1000 euro al mese se si conduce una vita senza disagi, mentre in Italia non si arriva nemmeno a fine mese. Il trend che va di moda più di tutti gli altri, in materia di pensionati italiani (e non solo) che decidono di andare all’estero, è quello che conduce in Portogallo. “Se il Portogallo è diventato l’Eldorado degli ultrasessantenni è perché basta vivere 183 giorni l’anno nel Paese, assumere lo status di residente non abituale e per dieci anni la pensione è esentasse. I prezzi, poi, sono molto vantaggiosi”, ha detto Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

E ci sono pure gli accordi bilaterali tra gli Stati. L’Italia ha firmato dei trattati internazionali bilaterali con diversi Paesi per evitare di far pagare troppe tasse su redditi e patrimonio dei rispettivi residenti. In genere, quindi, i pensionati italiani che trasferiscono la residenza possono godere di una certa detassazione del reddito pensionistico erogato dall’Inps in Italia, secondo le regole del Paese di residenza. L’elenco dei Paesi contro la doppia imposizione fiscale si trova sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

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