Palazzo Corvaja, ex sede del parlamento siciliano

Il patrimonio comunale va sempre di più in sofferenza, e dopo l’allagamento di venerdì scorso, il meetup grillino dei “Taorminesi in Movimento” sollecita una svolta immediata per Palazzo Corvaja. Secondo il meetup non bisogna attendere gli sviluppi dell’iter per il finanziamento richiesto al Comune ed occorre invece intervenire subito per affrontare la problematica delle infiltrazioni d’acqua nell’ex sede del Parlamento siciliano. “Palazzo Corvaja allagato – spiegano i “Taorminesi in Movimento” – è la conferma che vi è la necessità a Taormina di prevedere ed attuare un nuovo piano di manutenzione ordinaria. E non sarebbe una cosa sbagliata attuare questo piano di manutenzioni anche per le strutture storiche della città”.

Secondo i grillini i vertici della casa municipale dovrebbero preventivare la realizzazione di un piano di interventi finalizzato, in sostanza, a tutelare il patrimonio comunale ed in questo contesto anche i palazzi storici, i “gioielli” come Palazzo Corvaja, che ormai da parecchi anni soffre di “reumatismi” e fa registrare puntualmente danni e disagi in concomitanza con le piogge come nel caso di venerdì scorso. I finanziamenti regionali e comunitari possono dare una mano importante ma sarebbe anche opportuno reperire delle risorse in bilancio per il mantenimento in condizioni di decoro e pulizia dei palazzi comunali.

La soluzione di un piano di manutenzione dei beni comunali, in effetti, avrebbe molto probabilmente consentito nell’ultimo ventennio di scongiurare sia il deterioramento del tetto e l’umidità a Palazzo Corvaja, che altre analoghe situazioni di immobili di proprietà del Comune che sono sprofondati in una condizione di progressivo ed inesorabile degrado ed abbandono.

Per questo, adesso il Comune ha dovuto presentare alla Regione una richiesta di finanziamento finalizzata ad ottenere fondi per la manutenzione di Palazzo Corvaja (Un milione e 170 mila euro), ma anche per l’ex Circolo del Forestiero (anche qui serve Un milione e 180 mila euro), e per la Torre dell’Orologio (470 mila euro). Senza dimenticare Badia Vecchia, altro palazzo chiuso da tanti e sede dell’incompiuto museo archeologico e Casa Grandmont, un tempo sede dell’asilo e adesso finita nell’oblio, o peggio ancora l’ex mattatoio comunale di via dietro Cappuccini, assediato da topi e rifiuti, che potrebbe presto essere demolito e risulta chiuso dall’inizio degli Anni Ottanta.

© Riproduzione Riservata

Commenti