auto in mare dopo l'esondazione del Sirina

“La recente esondazione del Sirina accresce la nostra paura. Avevamo lanciato il nostro grido d’allarme ma sino a questo momento è rimasto inascoltato. Perché ci mettono così tanto ad intervenire per mettere in sicurezza i torrenti?”. Parole eloquenti e condivisibili del Comitato “Amici delle Contrade”, i residenti delle aree periferiche ubicate tra Taormina e Castelmola sono infatti sempre più preoccupati dal pericolo dei torrenti che in concomitanza con il maltempo sono tornati ad ingrossarsi.

Il Sirina che è esondato nella mattinata di venerdì scorso non fa che aumentare la preoccupazione della gente, e gli “Amici delle Contrade” hanno lanciato un nuovo appello agli enti preposti “affinché si intervenga subito per mettere in sicurezza i torrenti”.

Intanto, però, i lavori di messa in sicurezza dei torrenti di Taormina e Giardini restano un “sogno proibito”, sospeso e rinviato tra spiccioli, chiacchiere e una burocrazia imperante. La Regione Siciliana ha stanziato 220 mila euro per il Santa Venera ma non si sa bene quando inizieranno questi interventi, sul Sirina addirittura sembra quasi che non sia accaduto nulla perché ad oggi non si hanno notizie di un finanziamento anche minimo per sistemare il corso d’acqua che è tornato a minacciare l’abitato. Eppure si dovrebbe trattare di emergenze vere e impellenti, da affrontare non domani ma oggi, subito e senza lacci procedurali.

“La recente esondazione del torrente Sirina – spiegano i residenti delle contrade – preoccupa ulteriormente la cittadinanza e il Comitato “Amici delle Contrade”, che nei giorni scorsi aveva già manifestato ed ampiamente evidenziato la situazione pericolosa dei torrenti Sirina, San Giovanni e Santa Venera ribadisce la necessità irrimandabile di un intervento urgente per la ripulitura e la messa in sicurezza dei corsi d’acqua della zona”. “Il torrente Sirina ha dato prova venerdì scorso – continua il comitato – di quanto possa essere pericoloso per cose e persone, trascinando in mare una macchina come già aveva fatto anche negli anni scorsi. E noi non vogliamo assolutamente che episodi simili si verifichino più. Quindi richiediamo a tutti gli enti responsabili a vario titolo di intervenire immediatamente senza perdere tempo. Non c’è più tempo!. Si devono svuotare i torrenti subito e non dopo ulteriori danni o vittime. Siamo molto preoccupati”.

Sulla medesima posizione il Comune di Taormina. “Chiediamo alla Regione di stringere i tempi per i lavori da eseguire – afferma l’assessore ai Lavori pubblici, Enzo Scibilia -. La gente ha ragione ad avere paura, non c’è altro tempo da perdere. Purtroppo questi interventi non sono di nostra competenza e anche noi siamo costretti a sollecitare che chi di competenza intervenga al più presto. Bisogna scongiurare ogni pericolo possibile e immaginabile. In queste ore il governatore Musumeci ha confermato lo stanziamento delle somme per il Santa Venera ma anche il Sirina necessita di lavori urgenti e chiediamo che possa esserci, quindi, un’integrazione al finanziamento. Di fronte ad emergenze come questa urgono procedere più rapide”.

“Non si può attendere che la burocrazia faccia il suo corso mentre qui la gente rischia la vita”: è il segnale chiaro ed inequivocabile, certamente condivisibile, da parte dei residenti delle contrade che sollecitano un intervento rapido a tutela delle zone abitate, con un’accelerazione delle procedure di salvaguardia del territorio. L’emergenza, come detto, riguarda il Sirina, tra Taormina e Giardini, e la vicina Castelmola, e allo stesso modo anche il Santa Venera che abbraccia la zona di Trappitello, Giardini e Castelmola. Proprio nel borgo turistico ci sono 15 famiglie che in caso di piena del Santa Venera rischiano di rimanere isolate. Senza dimenticare altre situazioni da tenere sotto controllo, anche per il torrente San Giovanni e il torrente Sant’Antonio.

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