Castello di Schisò

E’ ufficiale l’acquisizione del Castello di Schisò al patrimonio regionale tramite il Parco di Naxos. “Si è realizzato un obiettivo di grande significato, non solo culturale. Acquisizioni come queste esaltano il valore della tutela del bene, un “simbolo” per quel territorio”. Così il governatore della Sicilia Nello Musumeci, commenta con soddisfazione l’avvenuta acquisizione a patrimonio della Regione del Castello di Schisó, ubicato a Giardini Naxos. Nella mattinata odierna la direttrice del Parco archeologico di Naxos-Taormina, Vera Greco, in rappresentanza dell’assessorato regionale dei Beni culturali, ha sottoscritto l’atto notarile di acquisto per un importo pari a 3,4 milioni di euro, utilizzando i fondi del Parco.

Alla firma dell’atto notarile, oltre all’arch. Greco e al Capo di Gabinetto dell’assessorato ai Beni Culturali, Carmelo Briguglio, era presente anche il commissario straordinario del Parco di Naxos, l’avv. Giuseppe Valentino. “E’ un atto storico ed è il completamento di una procedura che consente alla Regione Siciliana tramite il Parco archeologico di Naxos l’acquisizione di un bene di assoluto rilievo culturale – evidenzia il commissario Valentino -. Il palazzo sarà sede del Museo di Naxos”.

Il 13 luglio scorso la Giunta Regionale aveva approvato la proposta dell’Assessorato ai Beni Culturali, finalizzata ad acquistare il Castello di Schisò, a sua volta disponendo che “la spesa dovrà essere finanziata dal Parco Archeologico di Naxos quale organismo strumentale sottoposto alla vigilanza dell’assessorato”. Così il bene è stato ora trasferito e acquisito dal demanio della Regione Sicilia, attraverso il Parco di Naxos. Per rilevare il complesso monumentale ubicato a Giardini Naxos l’arch. Vera Greco, aveva formalizzato nei giorni scorsi apposita determina con l’atto di proposta di acquisizione dell’immobile che già un anno fa era stato messo all’asta. Il valore dato al bene, sulla base della relativa stima di mercato, è pari a 3 milioni 420 mila euro e il Parco ha messo a punto il piano che consente la copertura dell’impegno di spesa.

«È un’acquisizione di cui si parla da decenni – evidenzia l’assessore regionale dei Beni culturali Sebastiano Tusa – e in cui non credeva più nessuno. È un passo decisivo per la nascita di un grande Museo archeologico nella città che fu la prima colonia greca di Sicilia e che adesso potrà avrà sede degna, dopo gli interventi di restauro necessari sull’immobile storico. Questa, fin dall’inizio, è stata la visione e la destinazione immaginata da me e dal presidente Musumeci. Considero l’acquisizione del Castello di Schisó una delle realizzazioni più qualificanti del mio mandato di assessore. Ringrazio la direttrice del parco di Naxos Vera Greco, per l’impegno che ha trasfuso in questa iniziativa e con lei il commissario Giuseppe Valentino, Giovanni Angileri e Carmelo Briguglio del mio staff, che hanno lavorato dall’inizio del mio mandato a questo progetto che conferisce alla comunità regionale e al territorio un bene pubblico che adesso è a disposizione di tutti i siciliani e dei visitatori dell’Isola».

Un castello del XIV secolo di oltre tremila metri quadrati con annesso un grande giardino, affacciato sulla baia di Naxos, in riva a uno dei tratti di mare più famosi di Sicilia. Il castello di Schisò, fino a oggi di proprietà della famiglia Paladino, è stato negli ultimi anni al centro di vicende che non avevano consentito l’acquisizione al patrimonio regionale. Grazie al lavoro portato avanti dall’assessorato dei Beni culturali, è pronto per diventare il Polo culturale che mancava all’interno del Parco di Naxos.

Nel corso dei decenni passati, la Regione aveva tentato più volte di acquistare il Castello, stanziando 12 miliardi delle vecchie lire, ma le varie procedure di esproprio erano state bloccate dai proprietari che si sono sempre opposti in sede giudiziale. Oggi il problema è stato risolto e sono in fase di progettazione gli interventi per la valorizzazione del prestigioso immobile. Il 13 luglio scorso, la Giunta regionale aveva approvato la proposta dell’assessore Tusa, finalizzata ad acquistare il Castello, a sua volta disponendo che «la spesa doveva essere finanziata dal Parco archeologico di Naxos quale organismo strumentale sottoposto alla vigilanza dell’assessorato».

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