E’ arrivato il momento di una stretta sui “furbetti” dei contratti che per avvantaggiare le loro società penalizzano a Taormina i lavoratori stagionali impiegati nel turismo, nel commercio e nei servizi. “Diverse strutture che operano nella ristorazione e nel commercio a Taormina non applicano il contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritto dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, il fenomeno va arginato e per questo stiamo facendo delle denunce ben precise. Molte di queste attività usufruiscono anche di autorizzazioni comunali in violazioni alle norme di contrattazione nazionali”. Lo afferma il segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl, Pancrazio Di Leo, che lamenta la mancata applicazione ai lavoratori, in diversi casi, a Taormina, da parte di alcune aziende del settore turismo, commercio e servizi, di contratti confederali. Non a caso il sindacato ha chiesto al Comune di Taormina, in vista del 2019, “il rilascio di concessioni come quelle dei suoli pubblici soltanto a chi dimostra l’applicazione del Ccnl e tutela i lavoratori”.

L’analisi dei contratti. “I lavoratori – rimarca il segretario generale della Fisascat Cisl Messina, Salvatore D’Agostino – in questi giorni stanno richiedendo l’espletamento delle procedure per la Naspi, ed è il momento giusto per valutare la situazione ed analizzare quali contratti vengono effettivamente applicati nel nostro territorio. Da una prima analisi, ci rendiamo conto che tante aziende del settore dei pubblici esercizi e ristorazione ed anche nel commercio, non applicano le maggiorazioni previste nel contratto nazionale o alcune agevolazioni previste dai contratti integrativi territoriali sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. Chiediamo a gran voce che in vista della prossima stagione turistica vi sia un maggiore controllo sul territorio da parte di chi deve verificare tutto questo”.

La proposta sui suoli pubblici. “Il Comune di Taormina – aggiunge Di Leo – nell’ambito della revisione del piano per le autorizzazioni e le concessioni dei suoli pubblici dovrebbe sentire le forze sociali e inserire alcune clausule di salvaguardia ai fini dell’applicazione delle norme contrattuali”. Tale richiesta è stata avanzata in una lettera di recente inviata dal sindacato al Comune di Taormina nella quale viene avanzata proprio la richiesta di subordinare l’assegnazione di spazi pubblici ad un accertamento preventivo sull’adozione da parte dei datori di lavoro del CCNL.

Stop al dumping. La questione, in sostanza, è quella del “dumping contrattuale”, che consiste nel fare concorrenza sleale grazie a condizioni contrattuali favorevoli per l’azienda ma evidentemente invece sfavorevoli per il lavoratore (salari più bassi, orari di lavoro più lunghi etc). E’ un fenomeno che avvantaggia alcune realtà che sfruttano i vantaggi fiscali e contrattuali offerti dalla legge, per risparmiare sui costi (specie quelli del lavoro) e non garantiscono ai lavoratori l’applicazione del contratto nazionale di lavoro. Il problema, lamentato a più riprese anche dai vertici nazionali di Federalberghi nel settore turistico-ricettivo, verte sulle aziende che applicano dei contratti stipulati da organizzazioni sindacali che nel settore risultano “comparativamente meno rappresentative e altre sigle minoritarie”.

Deregulation con effetto domino. Diverse imprese danno luogo ad “una deregulation che può innescare un pericoloso effetto domino che va contro i legittimi diritti dei lavoratori” e “questa situazione rischia di arrecare gravi danni economici e previdenziali ai lavoratori”. Il discorso vale a maggior ragione se si tratta dei tanti stagionali del turismo e del commercio. Ecco perché la necessità è quella di arginare i “furbetti” che per loro convenienza non si fanno troppi scrupoli a penalizzare i lavoratori.

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