la conferenza stampa al Vittorio Emanuele di Messina

Il Teatro Vittorio Emanuele riparte dopo le traversie dei mesi scorsi. Nelle scorse ore è stata presentata la stagione 2018-19 delle sezioni Prosa e Musica nel corso di una conferenza stampa nel foyer. Erano presenti il commissario ad acta Daniela Lo Cascio, il sovrintendente Gianfranco Scoglio, il presidente uscente Luciano Fiorino e i due direttori artistici Matteo Pappalardo e Simona Celi. Il programma previsto nasce all’insegna della creatività e della tenacia che scaturiscono dalle congiunture di crisi.

La sezione Prosa sarà incentrata sulla letteratura con spettacoli di autori come Dostoevskij e Pirandello nella versione classica e di rilettura con Sframeli e Scimone. La sezione Musica sarà avviata dalla Traviata progettata l’anno scorso, che prende l’avvio venerdì e vedrà tra l’altro il ritorno di due maestri di calibro internazionale come il grande Vladimir Askenazy, che dirigerà l’orchestra del Teatro e il violinista Stefan Milenkovich.

La stagione di Prosa. “Il titolo immaginario della Stagione di Prosa 2018\2019 dell’EAR Teatro di Messina – spiega il direttore artistico della sezione Prosa, Simona Celi Zanetti – potrebbe essere, e lo è per chi l’ha progettata, “La cultura allunga la vita”. Studi internazionali, presenti presso l’ISAT, hanno acclarato che nei luoghi in cui stimolazione culturale è alta la qualità della vita è di gran lunga migliore e il tessuto sociale più sano. Cultura significa crescita intellettuale e sociale, identità, politiche urbane per la competitività territoriale. L’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina si pone come motore centrale della città affinché la sua progettualità abbia una ricaduta sul territorio in termini di inclusività sociale, incremento della conoscenza, stimolo alla crescita culturale, sviluppo economico, tutela e sostegno alla creatività locale.Affinché la stagione del teatro possa avere le mete indicate siamo partiti dal concetto di audience development, tanto caro alla progettazione europea; quel percorso attraverso il quale la progettazione diventa un mezzo strategico per l’allargamento e la diversificazione del pubblico e il miglioramento delle condizioni di fruibilità. Come parametri di riferimento individuiamo la sostenibilità finanziaria, le ambizioni culturali e il percorso a lungo termine”.

Simona Celi (foto Federico Riva)

“La sostenibilità finanziaria è sicuramente il parametro più importante, non soltanto per la gestione dell’azienda teatro, ma per una progettualità che miri alla possibilità di sostenere i percorsi culturali con certezza di costruire su basi certe un sistema in grado di sostenere cultura e professioni, crescita intellettuale, identità territoriale e ritorno economico. Per far questo la stagione non può restare lontana dal restituire un progetto in cui vengano rispettati i gusti e le esigenze del pubblico; diversamente significherebbe ritornare ad un teatro oligarchico ed escluso dai meccanismi nazionali. Il passo successivo alla stagione sarà la produzione e l’organizzazione di progettazione collaterale dedicata ai giovani, alle scuole, alla città. Le ambizioni culturali fanno parte, oltre che del metodo di scelta degli spettacoli, anche del voler “approfittare” del linguaggio del teatro, che è trai più diretti ed universali al mondo, per porgere cultura e non intrattenimento. Cultura per influire sul territorio e come mezzo primario per migliorare la rete sociale. Cultura non solo letteraria ma anche del rito del teatro come mezzo sociale, di crescita e di confronto. La stagione è anch’essa una parte di questo percorso che mira ad una progettualità produttiva in grado di restituire identità culturale al Teatro di Messina, questa è una vera ambizione primaria alla quale puntiamo”.

“Infine il percorso a lungo termine è necessario per una progettazione che punti alla crescita progettuale. La triennalità introdotta dal Ministero nel 2014, rende evidente questa necessità. La progettualità a lungo termine inoltre punta all’analisi costante del pubblico e ad un sostegno progettuale di produzione dedicato all’immissione sul mercato delle produzioni dell’EAR di Messina. La stagione 2018\19 vede un percorso primario legato alla grande letteratura mondiale. Importanti romanzi messi in scena grazie ad allestimenti di primo piano, regie d’eccellenza ed attori di indiscussa fama.Si punta a regie di prim’ordine e ad artisti in grado di impreziosire il già prezioso palcoscenico di Messina. Faccio un’analisi della stagione al contrario e parto proprio dalla scelta dei testi e degli autori. Pirandello (nella sua dimensione letteraria e in quella teatrale), Victor Hugo, Dostoevsij, Cechov, ovvero sia l’immortalità. Il linguaggio a colori degli autori russi, il romanticismo di V. Hugo, la lucidità di Luigi Pirandello rappresentato un cammino meraviglioso tra ‘800 e ‘900.Un’occasione unica in cui la narrazione si fa azione scenica. Passiamo ad un’altra forma di immortalità attraverso Shakespeare, Moliere e il Pirandello teatrale. Tre autori in cui la parola ha attraversato il mondo e continua ad essere fonte di ispirazione per le nuove generazioni. Si continua la navigazione nella stagione approdando alla grande cultura americana del teatro; contemporaneo ci viene restituita attraverso David Mamet in uno degli ultimi suoi testi. Dalla grande letteratura alla drammaturgia contemporanea la distanza è assottigliata dalle letture drammaturgiche dei testi e tutto diviene immediatamente contemporaneo non soltanto nell’assolutezza della cultura ma anche nella restituzione al pubblico. Contemporaneità che ritroviamo poi negli autori italiani in Walter Fontana (autore per Aldo, Giovanni e Giacomo), in Spiro Scimone. Così come nel grandissimo teatro di Giuseppe Manfridi, autore di bellissimi testi teatrali che in questo spettacolo La Cena evidenzia tutta la potenza della sua costruzione drammaturgica.
Seguendo il percorso a ritroso passo alle regie, anzi alle grandi regie che trasformano in idee le pagine. Ugo Chiti, Giancarlo Sepe, Franco Però, Luca Barbareschi, Fabio Grossi, Massimiliano Bruno, Walter Manfrè, Gabriele Pignotta, sono tra le personalità più imponenti culturalmente del teatro italiano infatti i grandi teatri stabili affidano a loro la messa in scena, certi di ottenere progetti meravigliosi”. 

Matteo Pappalardo

“Ed infine, ma solo al contrario in questo mio percorso, quindi all’inizio, gli attori. E qui riprendiamo il concetto di audience development e di rapporto con il pubblico. Il rapporto con lo spazio, al Teatro di Messina è molto particolare. La grandezza del palcoscenico e la distanza con il pubblico rendono questo luogo adatto solo al grande teatro e a grandi attori. La necessità di coinvolgere il pubblico su più fronti, affinché ne possa godere il letterato, l’appassionato e chi non è mai stato a teatro, apre la stagione ad una serie di volti e di professionisti riconoscibili e dalla grande arte. Leo Gullotta – 14 dicembre 2018 con “Pensaci, Giacomino” – per primo aprirà la stagione. Un grandissimo attore siciliano poliedrico e dal talento in continua crescita. Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia – 25 gennaio 2019 con “Non mi hai più detto che ti amo” -, Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini – 1 febbraio 2019 con “Delitto/Castigo” – , Luca Barbareschi e Lunetta Savino – 22 febbraio 2019 con “Il penitente” -, Alessandro Benvenuti – 1 marzo 2019 con “L’avaro” – , Franco Branciaroli- 8 marzo 2019 con “I miserabili” -, Spiro Scimone e Francesco Sframeli – 19 marzo 2019 con “Sei” -, Angela Finocchiaro – 29 marzo 2019 con “Ho perso il filo” -, Stefano Fresi, Violante Placido e PaoloRuffini – 5 aprile 2019 con “Sogno di una notte di mezza estate” -, Massimo Ranieri – 12 aprile 2019 con “Il gabbiano” -, Andrea Tidona- 14 maggio 2019, Foyer del Teatro Vittorio Emanuelecon “La cena” -, sono i grandi artisti che porteranno il pubblico di Messina tra le braccia della commedia e della tragedia, nel riso e nella riflessione, a trascorrere una serata in leggerezza o pungolando l’anima e i pensieri”.

“Una riflessione a parte la dedico al Cirqueinvisible- 4 gennaio 2019 -. Lo vidi a Messina circa vent’anni fa e da allora non ho mai dimenticato quelle immagini e quelle sensazioni. Proporre il nouveaucirque è per me una parte importantissima della progettazione e farlo attraverso Thierrèe e la Chaplin è un privilegio. Uno spettacolo che collega la parte dell’immaginazione sopita di un adulto e sollecita quella sconosciuta di un bambino. Uno spettacolo che è sui palcoscenici del mondo da più di vent’anni e continua a meravigliare la gente e ad essere un portatore sano di fantasia, arte e immaginazione. Il volto della Chaplin su cui si vede immediatamente quello del padre, la follia di Thierrèe colpiscono l’anima e il cuore sprigionando la certezza che solo l’arte rende veramente immortali. Per il “fuori abbonamento” abbiamo due progetti speciali”.

“Il progetto “Peccati” è dedicato ad un percorso in cui il Teatro di Messina proporrà alcuni eventi spettacolo in cui la sensualità, ed una piccola dose di erotismo, saranno inseriti all’interno della drammaturgia. Sollecitare i sensi attraverso il teatro. Il cibo sarà l’altro alleato che ora in scena, o fuori al teatro attraverso degustazioni a tema, sarà la giusta conclusione per una serata elegante e stuzzicante. “La cena” di Giuseppe Manfridi è una vera opportunità per lo spettatore. Trenta posti a spettacolo, si resta seduti a tavola ed è come quando si è invitati ad una cena da parenti. All’improvviso succede qualcosa e si assiste alla storia inaspettata della famiglia. Un’esperienza unica di grandissima emozione. La regia del messinese Walter Manfrè evidenzia il rapporto tra attore e spettatore in un sistema di vicinanza e coinvolgimento che segna il suo stile registico come nel famoso spettacolo “Le confessioni”. Andrea Tidona, sostiene una prova da attore in maniera magistrale. Il cast dello spettacolo è di grande bravura. Un’occasione da non perdere. A tavola lo spettatore troverà dell’ottimo vino e dopo lo spettacolo ci sarà l’occasione per rilassarsi con una degustazione. Un paese speciale elaborazione e regia di Giovanna Manetto, tratto da l’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti. Il Teatro di Messina sostiene un progetto speciale al quale teniamo moltissimo. Il teatro come mezzo primario di inclusività, di sostegno all’autostima ed alla socializzazione. La creatività come mezzo terapeutico primario per chiunque, per le persone con disabilità e per chi necessita di un gancio per ritrovarsi. Giovanna Manetto e l’Associazione Compagnia Volerevolare fanno un cammino difficile e importantissimo. In questi anni hanno creato una compagnia ed hanno spostato il loro obiettivo verso mete sempre più ambiziose. Mettere in scena uno spettacolo da “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti rende il Teatro di Messina orgoglioso di questa bellissima compagnia che ha conquistato il cuore del pubblico”.

Stagione Musica e Danza 2018-19. “Si rivolge a tutte le età, e soprattutto alle famiglie (per le quali abbiamo scelto appositamente alcuni spettacoli), la programmazione di Musica e Danza 2018/2019 – spiega Matteo Pappalardo, direttore artistico della sezione Musica e Danza –, che avrà un’apertura (fuori abbonamento) di eccezione: un vero e proprio evento, quello che il 30 novembre vedrà il Maestro Vladimir Ashkenazy (uno dei più grandi pianisti viventi e “bacchetta” di assoluto prestigio) tornare nella nostra città – a distanza di un anno e mezzo dal memorabile concerto che lo vide esibirsi, per la prima volta a Messina, con il figlio Vovka in un raffinato programma per due pianoforti – stavolta per dirigere l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele. Di indubbio effetto il programma, comprendente due gioielli mozartiani – l’ouverture da “Le nozze di Figaro” e il celebre Concerto per clarinetto e orchestra – e la Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven. Solista del Concerto del Salisburghese sarà l’altro figlio di Ashkenazy, Dimitri, sensibile interprete di fama internazionale, distintosi tanto nel repertorio classico-romantico che nella produzione novecentesca e contemporanea. In abbonamento, altri due appuntamenti sinfonici di particolare interesse, caratterizzati – il primo (27 e 28 aprile) – da una prima esecuzione mondiale: quella della Suite n. 4 “Messina” che Lorenzo Perosi compose all’indomani del terremoto del 1908 (con relativa incisione in collaborazione con il Perosi Festival di Tortona); e dal ritorno, il secondo (3 e 5 maggio; sul podio, il M° Bruno Cinquegrani), del grande violinista Stefan Milenkovich (che terrà anche stavolta una masterclass), dopo il trionfale successo dell’anno scorso.

“Tre gli spettacoli di danza, diversi per genere, stile e per il pubblico a cui si rivolgono: “Giulietta e Romeo” del Balletto di Roma, su coreografie di Fabrizio Monteverde (dal 15 al 17 marzo); l’attesissima performance, con la sua splendida compagnia e con un gruppo musicale, di colui che viene unanimemente considerato “il più grande tanguero del mondo”, Miguel Angel Zotto (23 e 24 marzo); e la rivisitazione in chiave contemporanea del Gran Ballo “Excelsior”, del 1881, su musiche di Romualdo Marenco, ad opera di Salvo Lombardo (3 e 4 aprile). Lo spettacolo, per inciso, sarà preceduto da un laboratorio, al termine del quale saranno selezionati una decina di giovani danzatori del territorio che parteciperanno alla performance. Strizza l’occhio al pubblico più giovane, ma non solo, la proposta leggera e divertente (The Human Jukebox, di scena il 12 e 13 gennaio) degli Oblivion, un quintetto vocale di indiscutibile bravura che si rifà dichiaratamente all’esperienza dell’irraggiungibile – e indimenticato – Quartetto Cetra (e alle parodie della cosiddetta “Biblioteca di Studio Uno”)”.

“Uno dei più amati titoli della commedia musicale targata “Garinei e Giovannini” – “Aggiungi un posto a tavola”, con Gianluca Guidi – e l’operetta per antonomasia (e la più rappresentata), “La vedova allegra” di Léhar (in un allestimento prodotto dal nostro ente, con il Maestro Giuseppe Ratti sul podio e Victor Carlo Vitale alla regia), chiudono un cartellone che, al di là di gusti e tendenze settoriali e per differenti fasce d’età, intende riportare a teatro le famiglie. E che riserverà alle scuole un’attenzione particolare: per loro si sta mettendo in cantiere un laboratorio per la realizzazione di un musical, “West Side Story” di Bernstein, che vedrà coinvolti i loro più talentuosi elementi; a loro saranno riservate, com’è già accaduto nella scorsa stagione, le prove generali dei concerti sinfonici, il venerdì mattina; agli allievi delle scuole di danza di Messina e provincia, infine, saranno proposte delle condizioni vantaggiose – senza dimenticare gli incontri con i protagonisti, il sabato pomeriggio – per le tre performance inserite”.

Debutto con “La Traviata”. Venerdì 16 novembre la prima de “La Traviata” di Giuseppe Verdi, con repliche il 18 e il 20 novembre. In scena una delle opere più belle e famose del repertorio lirico di ogni tempo, sarà in scena nel Teatro Vittorio Emanuele il 16, 18 e 20 novembre. Sul podio il maestro Carlo Palleschi, regia di Carlo Antonio De Lucia, interpreti: Elvira Fatykhova (Violetta), Giuseppe Altomare (Giorgio Germont) e Roberto Iuliano (Alfredo Germont). Le scene e i costumi, sono stati realizzati da “Taormina Opera Stars” su disegni diCarlo Antonio De Luciache curerà anche la regia. A completare il quadro artisticole coreografie di Sofia Lavinia Amisich, l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele, il Coro Lirico “Francesco Cilea” diretto da Bruno Tirotta. La produzione è del Teatro di Messina. Si tratta del recupero dello spettacolo, già programmato per lo scorso maggio e che sarà valido per gli abbonati alla stagione musicale 2017-2018. Lo ha ricordato il presidente del Teatro di Messina, Luciano Fiorino: “Oggi saldiamo un debito, quello che nostro malgrado avevamo contratto anzitutto con i nostri abbonati e poi con tutti gli appassionati di musica lirica che di anno in anno seguono con interesse i nostri cartelloni. Il debito si chiama appunto ‘La Traviata’, che originariamente era stata programmata a maggio. Adesso siamo felici che questo recupero avvenga con artisti di grande qualità”.

Il sovrintendente Gianfranco Scoglio, insediatosi lo scorso 15 ottobre, ha voluto sottolineare l’apporto fondamentale di tutte le componenti dell’Ente – gli amministrativi e i tecnici – per far sì che tutto funzioni in tempi così brevi, nonostante tutte le difficoltà, in un periodo così difficile. Il direttore artistico per la Musica, Pappalardo ha espresso grande soddisfazione per il recupero dell’opera. “È l’opera maggiormente rappresentata a Messina, ma la mettiamo nuovamente in scena perché, nonostante le tante rappresentazioni, il pubblico accorre sempre numeroso. Come mai? Avverte che va a vedere un capolavoro e, dalla prima all’ultima nota, rimane attanagliato dalle tristi vicende che incombono sulla protagonista e ne condivide gioie e dolori. Voglio dire con questo che La Traviata è un’opera di tutti, musicata da Giuseppe Verdi con il massimo dell’efficacia e della sensibilità”. Un impegno particolarmente importante, dunque, per l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele e per il Coro lirico “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, diretto da Bruno Tirotta. Della compagnia di canto fanno parte anche Sara Palana (Flora), Francesca Canale (Annina), Davide Scigliano (Gastone), Alberto Crapanzano (Douphol), Alessandro Vargetto (Obigny), Maurizio Muscolino (Grenvil) e ancora Antonio Mauceri e Marcello Siclari.

La firma di Carlo Antonio De Lucia, in questo caso, è una garanzia, soprattutto se accoppiata alla bacchetta di Carlo Palleschi, che incarna il classico, con una lettura puntuale e rispettosa della tradizione. Di assoluta eccezione il cast, così da rendere onore ad una della opere più rappresentative del repertorio lirico italiano”. Infine, il maestro Carlo Palleschi ha espresso apprezzamento per l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele e poi ha aggiunto: “La Traviata, tra le opere di Giuseppe Verdi, è una di quella che più ho diretto nel mondo durante la mia carriera, ed è un grande piacere poterla riproporre qui, in un teatro al quale sono particolarmente affezionato.

 

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