l'onorevole Danilo Lo Giudice

Non si placano le proteste per la situazione disastrosa dell’autostrada A18 che collega Messina e Catania e dove ai soliti ed ormai noti problemi di sicurezza per gli utenti in transito si sono anche aggiunti adesso i disagi per lavori in corso che hanno portato alla provvisoria chiusura totale – sia in entrata che in uscita – del casello di Taormina. Ad esprimere tutto il suo disappunto è il deputato della zona ionica Danilo Lo Giudice.

Il grido di allarme del neoparlamentare e sindaco di Santa Teresa si sofferma sulla preoccupante condizione di “abbandono della sede autostradale” ed è rivolto ai vertici del governo regionale affinché sulla A18 “si pongano le condizioni per risolvere una problematica che è diventata drammatica”.

“Non è possibile nel 2018 – afferma l’onorevole Lo Giudice – raccontare questa situazione assurda. Definire l’A18 una “trazzera” è un complimento. È inaccettabile percorrere un’autostrada che presenta tutte queste deviazioni, come non è possibile che ancora, dopo tre anni, non sia stata rimossa la frana di Letojanni. È necessario che ci sia un intervento radicale ed è ora che si inizino a dare concretamente le giuste risposta ai cittadini”. “Non so di chi sia la responsabilità e nemmeno mi interessa saperlo. A tutti interessa utilizzare un’infrastruttura viaria nel miglior modo possibile anche perché, percorrere questi chilometri, ci costa profumatamente”.

“A peggiorare ancora di più tutto ciò la chiusura dello svincolo di Taormina, sia in entrata che in uscita, rappresentando un danno sia per la capitale del turismo siciliano che per l’intero hinterland che non è sicuramente in grado di far fronte ad un così elevato numero di mezzi”. “Chi di competenza – conclude Lo Giudice – deve rendersi conto che la situazione che vive il nostro comprensorio in questo momento è inaccettabile. Ho già informato l’Assessore Regionale Marco Falcone di questa situazione, persona seria e competente, e mi auguro un intervento da parte sua con i vertici del Cas affinché si trovino le risoluzioni del caso”.

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