Mario Biondo e Raquel Sanchez Silva

Le indagini sulla morte di Mario Biondo sono ormai vicine ad una svolta. Il giallo del cameraman palermitano trovato senza vita il 30 maggio a Madrid si avvia verso la drammatica conferma definitiva di un delitto con successiva messa in scena di un suicidio. Il responso inequivocabile su questa inquietante vicenda lo daranno i risultati della terza autopsia eseguita sul corpo di Mario Biondo pochi giorni fa a Palermo, dove la Procura generale indaga con un fascicolo a carico di ignoti per omicidio premeditato. I familiari di Mario non hanno dubbi e attendono soltanto l’esito della seconda esumazione. “Mio figlio è stato ammazzato. Ha due segni, uno lasciato da una pashmina e uno da un cavetto elettrico”, ha ribadito oggi in un’intervista a “Domenica In” la madre di Mario Biondo, la signora Santina.

Le nozze, la morte e la nuova vita della vedova. Santina Biondo non fa mistero del dolore per la perdita incolmabile del figlio ma anche della propria rabbia per la posizione assunta da Raquel Sánchez Silva, la conduttrice televisiva spagnola di Tele Cinco che Mario aveva conosciuto in Honduras, durante le riprese del reality show Supervivientes, e che il ragazzo aveva sposato a Taormina il 22 giugno 2012 con delle nozze fiabesche celebrate al Palazzo dei Duchi di Santo Stefano. La vedova ha sempre ritenuto che Mario Biondo si sia suicidato, dando credito alla tesi del suicidio scaturito da un “gioco erotico”. Raquel oggi si è rifatta una vita con un nuovo compagno (Matías Dumont) dal quale ha avuto due figli. “Raquel è sparita dopo il funerale. Anzi, poi si è fatta sentire perché Andrea (il fratello minore di Mario Biondo, ndr) ha chiesto di avere la fotocamera di Mario ma lei aveva deciso di vendere tutte le cose di Mario per recuperare i soldi che aveva speso per il funerale – racconta Santina Biondo – Ma è la Spagna, in generale, che non ci ha mai dimostrato, a partire ovviamente dalle autorità del luogo, che Mario si sia suicidato, anzi più andavamo avanti e più trovavamo incongruenze e depistaggi”.

I nuovi esami. “Ora si potranno effettuare esami diagnostici con strumenti tecnici adeguati, cosa che non fu fatta allora: non fu fatta una tac, una risonanza magnetica e nessun esame diagnostico per immagini, per poter veramente capire cosa era successo a mio figlio”, spiega la madre del cameraman palermitano. L’autopsia potrebbe far saltare una volta per tutte il banco, frantumando gli ultimi residui frammenti del castello di sabbia sul quale si regge da cinque anni la pista del suicidio con cui la giustizia spagnola aveva archiviato le indagini, ritenendo che Mario Biondo si fosse impiccato. La famiglia di Mario Biondo è riuscita ad impedire che l’inchiesta sulla morte di Mario venisse archiviata e ora intravede la luce della verità nel tunnel dei tanti (troppi) misteri che per cinque anni ha caratterizzato questa triste storia. La Procura generale di Palermo sta andando fino in fondo per capire se davvero Biondo ha dovuto dire addio alla vita per mano di qualcuno e forse perchè il ragazzo aveva capito o scoperto qualcosa di scottante.

 

Raquel Sanchez Sulva e Matías Dumont

Il viaggio di Raquel. E’ a dir poco singolare la dinamica di quanto accaduto a Mario nella notte tra il 29 e il 30 maggio 2013, o perlomeno appaiono sconcertanti le anomalie che segnano una insanabile linea di confine tra l’ipotesi di un suicidio e la probabilità di un delitto con successivo depistaggio. Mario venne trovato morto il 30 maggio 2013 nel suo appartamento a Madrid. Nella tarda sera del 29 maggio, sino alla mezzanotte era ancora vivo, in contatto via chat con il fratello Andrea e la sorella Emanuela. Poi Mario ha smesso di rispondere ai messaggi. La moglie, Raquel, ha dichiarato alle autorità spagnole di essere partita alle 20.30 per un viaggio di tre ore verso Plasençia, e a tal proposito Mario confermò alla sorella che la donna era uscita di casa intorno alle 20.20. Raquel dirà poi che quella sera, dopo una breve lite, si era scambiata amorevoli messaggi con Mario sino all’una di notte. La Polizia spagnola ha dato credito alla versione della donna e il telefono di Mario non è mai stato sequestrato, rimanendo sempre in possesso della vedova. Ma, se davvero Mario Biondo è stato ucciso, il computer di Mario sembra aver riservato qualche sorpresa al suo assassino. Da una perizia informatica e dai relativi accertamenti effettuati dalla Procura di Palermo è emerso il quadro di un matrimonio fortemente in crisi.

Il mistero del video compromettente. Il clima festoso delle nozze a Taormina, viste da tanti come le nozze dell’anno in Europa, aveva già lasciato spazio alle tensioni, le liti e i sospetti. “Mario e Raquel litigavano prima ancora di sposarsi”, ha confermato la mamma di Mario, la signora Santina. Mario era molto geloso e nel mese precedente alla morte cercava notizie e video compromettenti su sua moglie, come se volesse trovare sul Web delle prove contro di lei. Il computer ha svelato soprattutto un altro incredibile dettaglio: un perito della Procura di Palermo ha scoperto che dall’hard disk del pc di Biondo sono stati cancellati 996 gigabyte. Secondo Raquel in quell’hard disk “c’erano soltanto delle foto”. Qualcuno ha tentato di accedere al pc di Mario la mattina del 30 maggio 2013.

L’orario della morte e i msg su WhatsApp. Ed è soprattutto sull’orario della morte che rimangono ancora parecchi dubbi. “La vicina ha sentito dei gemiti dalla casa di mio figlio intorno alla mezzanotte e mezza o l’una di notte. E’ il momento in cui è stato ucciso”, ha evidenziato la signora Santina. Il medico spagnolo ha scritto nella sua autopsia, la prima effettuata sul corpo di Mario, che l’ora della morte presunta corrisponde alle 4 del mattino, ma il suo computer e WhatsApp raccontano altro e hanno continuato ad avere attività anche dopo. “Ho notato invece che il suo ultimo accesso risale alle ore 5.59. E’ assurdo, se invece è stato un omicidio qualcuno ha cancellato allora qualche messaggio”, rimarca Andrea Biondo, il fratello della vittima. Il corpo del cameraman palermitano, secondo la versione ufficiale, viene trovato nel tardo pomeriggio del 30 maggio, e sui fascicoli si legge che la cameriera di Mario e Raquel avrebbe trovato il ragazzo intorno alle ore 17.10: ma già alle ore 13 iniziarono ad arrivare dei messaggi di condoglianze pubbliche a Raquel. Allora qualcuno si è voluto creare un alibi? La casa di Mario e Raquel, l’immobile di Madrid dove Biondo è morto, non è mai stato posto sotto sequestro ed è rimasto nella disponibilità della moglie. Per la donna Mario si era tolto la vita, e per la Polizia spagnola si trattava di un suicidio. Senza nemmeno appurare le molteplici circostanze sospette, in terra iberica l’inchiesta fu subito chiusa e venne stabilito che Mario aveva posto in essere un tragico gioco erotico.

Il bluff della libreria. L’impegno dei legali e dei consulenti della famiglia Biondo, e le indagini della Procura di Palermo stanno, invece, consentendo di fare chiarezza e sta così emergendo tutta un’altra verità. E c’è un ulteriore inquietante elemento: Mario è stato trovato completamente vestito e con le gambe piegate a 40 gradi. Era appeso ad una libreria ma la mensola e gli oggetti che si trovavano in prossimità del nodo a cui era agganciata la pashmina al collo dell’uomo, non avrebbero potuto reggere. La casa produttrice della libreria alla quale venne trovato appeso Mario garantisce un peso massimo per scaffale di 40 kg mentre Mario pesava quasi 80 kg. Stando ad una perizia, gli spasmi di un cadavere di quel peso e quella altezza avrebbero prodotto effetti sulla libreria pari a un terremoto del quarto o quinto grado della scala Richter, eppure incredibilmente tutti gli oggetti, le foto e una piuma presente sulla libreria non si sono mossi di un millimetro. Mario potrebbe essere stato soffocato con un cavo.

Una perfetta favola d’amore, coronata con una cerimonia che aveva incantato Taormina, si è trasformata nell’arco di un anno nel paradigma enigmatico di una relazione tesa e difficile. Ombre, dubbi, sospetti e tensioni, sino al punto di non ritorno della tragedia. Dal sogno d’amore a una morte violenta e inspiegabile, tutto si è compiuto in soli 11 mesi. L’evoluzione del rapporto tra la presentatrice spagnola Raquel Sanchez Silva e il cameraman Mario Biondo è diventata l’elemento centrale di un mosaico al quale manca l’ultimo tassello. Una famiglia continua a lottare per avere giustizia e il corpo di Mario sta per parlare. Come dar torto al cuore di una madre: la giustizia umana forse può richiedere tempo ma alla fine, presto o tardi, arriva. Poi è da Dio che, comunque, non si potrà scappare.

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