il ministro per il Turismo, Gian Marco Centinaio

Il ministro al Turismo, Gian Marco Centinaio, annuncia l’imminente entrata in vigore di un codice identificativo che verrà applicato per combattere l’abusivismo nell’accoglienza turistica ed è destinata a incidere soprattutto sulla situazione delle Case vacanza. La novità potrebbe imprimere una vera e propria svolta nella lotta al fenomeno della proliferazione indiscriminata di strutture che fanno concorrenza sleale nel comporto turistico e per arginare, quindi, il boom delle camere in affitto breve che sta strangolando il mercato degli affitti lunghi. La questione, ovviamente, riguarderà anche Taormina, capitale del turismo siciliano dove da tempo la questione fa discutere e scatena le ire degli operatori economici che sono in regola.

“L’accoglienza in questo momento vive una stagione un po’ di abusivismo, chiamiamolo così”, ha detto Centinaio, annunciando che l’obiettivo del ministero “è di creare un codice identificativo internazionale in modo che tutti quelli che hanno intenzione di fare accoglienza ne abbiano uno e non ci sia più abusivismo”.

Quanto ai tempi, Centinaio ha sottolineato che “se ci riusciamo, anche entro fine anno”, ma in caso di ritardi “non mi strapperò i capelli, perché sono le associazioni di categoria che mi hanno detto che l’importante è fare le cose per bene”. L’istituzione del codice, ha concluso, “serve anche a calmierare tutta questa selva di Airbnb e appartamenti che ci sono in giro per l’Italia: altri paesi l’hanno fatto e si è arrivati a una soluzione di legalità”.

Con l’importante novità in arrivo i riflettori si accenderanno, in particolare, sulle casa vacanze che avranno un codice identificativo. In attesa del provvedimento che dovrà essere formalizzato dal Governo, alcune regioni stanno già sperimentando quella che dovrebbe diventare norma anche a livello nazionale, ovvero l’obbligo di inserire un codice identificativo per gli appartamenti affittati tramite piattaforme web.

In tal senso per inasprire i controlli sulle Case vacanza e sulle maglie complessive di tutto ciò che può rappresentare il sommerso, le regioni Sardegna, Lombardia, Veneto, Lazio e Piemonte hanno avviato l’introduzione di nuove regole per contrastare i pagamenti in nero.

In Sardegna è stato introdotto l’obbligo per le strutture ricettive di pubblicare loIun, Identificativo univoco numerico, in tutti gli annunci è stato esteso anche agli appartamenti privati. Già in vigore il codice identificativo per gli alloggi a uso turistico anche nel Lazio, mentre in Piemonte la procedura è stata sospesa.

In Lombardia è diventato effettivo per tutte le strutture ricettive extra-alberghiere il “Cir”, Codice identificativo regionale, che inizialmente sarebbe dovuto scattare già nei mesi scorsi, ma era stato “congelato” per un ricorso pendente al Tar regionale, dove però di recente è stata respinto un ricorso che intendeva bloccare il “Cir”. Infine c’è il Veneto, dove entro la fine dell’anno sarà operativo un regolamento specifico per contrastare il fenomeno dell’abusivismo, purtroppo ancora frequente specie nelle località più turistiche come Venezia e Verona.

Una norma già approvata dal precedente Governo Gentiloni prevede la cedolare al 21% a chi affitta per meno di trenta giorni tramite intermediari immobiliari, quindi sia agenzie sia portali. Per chi non lo utilizzerà scatteranno multe fino a 100mila euro. Il progetto sembra convincere le principali piattaforme di affitti online, purché il codice sia gestito da un portale nazionale in modo da semplificare la vita a chi desidera affittare una casa per brevi periodi.

 

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