Parcheggio Lumbi
Parcheggio Lumbi

Il parcheggio Lumbi di Taormina verso un periodo di provvisoria indisponibilità per lavori indifferibili. La prospettiva di un periodo di stop che si renderà necessario per eseguire interventi di ammodernamento della struttura è stata confermata dal commissario liquidatore dell’Azienda Servizi Municipalizzati, Agostino Pappalardo. Altri lavori interesseranno anche il parcheggio Porta Catania, anche se il posteggio di Taormina Sud (in attività dal 2004) è più giovane di qualche anno rispetto al Lumbi (in funzione dal 1995). Le opere, come avvenne nel 2015 con la funivia, potranno essere eseguite con i fondi di Asm, che in questo momento ha un saldo positivo di cassa di 3 milioni 627 mila euro.

“Ci sono opere urgenti da effettuare – ha spiegato il Comandante Pappalardo -. Il Lumbi, in particolare, ormai ha la sua età, è aperto da tanto tempo e ci sono degli interventi da programmare e porre in essere quanto prima. Si riscontra l’esigenza di attuare parecchi lavori di manutenzione straordinaria e andranno svolti al più presto”. Il Lumbi potrebbe essere chiuso per un paio di settimane, a gennaio, dopo le festività di fine anno o al più tardi a febbraio come avvenuto già negli anni passati. La momentanea chiusura scatterebbe, in sostanza, nel periodo in cui Taormina va in “letargo” e la città vive il tradizionale momento di bassa stagione, le attività economiche per la maggior parte chiudono e si deve poi attendere Pasqua per iniziare a rivedere un pò di movimento sul territorio.

Alcune opere, come detto, potranno interessare anche il parcheggio Porta Catania per migliorare le condizioni di funzionalità della struttura che è ormai quella di riferimento anche per i flussi dei tanti bus croceristi che raggiungono Taormina. Lumbi e Porta Catania da gennaio ad agosto hanno accolto oltre 400 mila veicoli al loro interno e c’è bisogno di un maquillage che scatterà nel 2019. Pappalardo ha anche svelato una singolare notizia sui due parcheggi comunali gestiti da Asm: “Lumbi e Porta Catania non risultano ancora accatastati”. L’iter dovrebbe essere in corso, anche se appare davvero singolare che entrambi i posteggi, in attività rispettivamente da 23 anni e da 14 anni, non fossero stati iscritti prima tra i beni immobili al catasto.

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