E se alla fine la tanto agognata destagionalizzazione a Taormina arrivasse grazie ai pensionati stranieri? Le intenzioni del Governo siciliano potrebbero presto dare una risposta a questo interrogativo. Defiscalizzazione delle pensioni, facendo leva sull’abbattimento delle imposte locali, per creare in Sicilia un “paradiso” fiscale per la terza età, stile Portogallo. E’, infatti, questa la proposta annunciata dal vice presidente della Regione siciliana e assessore all’Economia, Gaetano Armao.

“E’ uno strumento che consente di ridare vitalità all’economia siciliana che non può più contare sull’industria e incrementa i valori immobiliari – dice Armao – Inoltre combatte la desertificazione dei piccoli centri e consente a tanti migranti siciliani di avere un incentivo ulteriore per tornare a casa”.

“Puntiamo allo sviluppo del turismo attraverso questa forma di attrazione dei pensionati di tutta Europa – afferma – In una prima fase ci rivolgeremo solo agli stranieri. Per gli italiani dobbiamo prima dirimere alcune questioni nel negoziato con lo Stato: così la Sicilia potrà utilizzare la sua autonomia finanziaria in linea con l’Europa. All’inizio punteremo a un intervento di completamento di disposizioni nazionali che consentono a coloro che percepiscono reddito fuori dal territorio nazionale di poter portare 100 mila euro l’anno (una super flat tax) e così corrispondere a tutte le richieste del fisco. A questo noi aggiungiamo un abbattimento fino all’azzeramento delle imposte catastali e ipotecarie per l’acquisto di un immobile perché la condizione per avere i benefici fiscali sarà proprio l’acquisto di un immobile e mantenerlo per 10 anni, l’addizionale irpef regionale, l’esenzione del bollo per auto fino a 1500 cc e le tasse comunali. In più – conclude – puntiamo ad arrivare all’esenzione piena. Come in Portogallo”.

Un numero sempre maggiore di anziani sceglie ormai da diversi anni la fuga in paesi con condizioni fiscali migliori rispetto all’Italia. Dal 2010 al 2015, il numero dei pensionati emigrati è più che raddoppiato, passando da 2.553 ai 5.345. Dopo la Bulgaria prima e le Canarie (Tenerife in particolare) poi, il Portogallo sembra essere diventato la nuova frontiera dei pensionati italiani. In terra lusitana, se si diventa residenti non abituali, per 10 anni si viene esentati da qualunque tipo di tasse sulla pensione. Per assumere lo status di “residente non abituale” è sufficiente vivere 183 giorni l’anno nel paese, e la pensione diventa esentasse allorché l’Inps accredita la pensione lorda e l’erario portoghese non effettua alcun prelievo fiscale. Così si spiega come il Portogallo, in questi ultimi anni, abbia attirato migliaia di pensionati italiani ed europei (solo a Lisbona ci sono 50.000 pensionati che ogni anno portano un introito di 2 miliardi).

Ma è anche la qualità della vita rispetto ai costi ad essere diversa. Un appartamento a Lisbona costa in media il 25% in meno rispetto a uno di pari dimensioni del nostro Paese, per un caffè al bar sono sufficienti 60 centesimi, al ristorante con soli 10/15 euro si mangia pesce fresco. E alla fine del mese la differenza, per chi non ha patrimoni importanti, si sente.

Tra le mete preferite di questa migrazione rientrano quegli Stati che offrono una tassazione più leggera. Molti anziani, per esempio, fanno rotta anche verso le isole Canarie, che fanno parte della Spagna ma godono di un regime fiscale di favore e di una serie di agevolazioni che abbattono ulteriormente gli oneri del contribuente. Ci sono bonus per chi ha figli o il coniuge a carico e importanti sconti per chi apre un’impresa, mentre l’aliquota Iva ordinaria si ferma al 7% e quella per prodotti di lusso arriva al 13,5%. In più, sono previsti sgravi per l’affitto di case che aumentano nel caso di chi abbia superato i 65 anni.

L’anziano che emigra invece nella vicina Tunisia, invece, può godere dell’esenzione fiscale sull’80% della propria pensione. Sul restante 20%, pagherà tasse in base a un’aliquota che varia dal 15% al 35% a seconda del reddito. Un aspetto importante per le persone di una certa età è la salute, e in Tunisia ai pensionati italiani è assicurata una copertura medica totale, come avviene all’interno dell’Europa. In Marocco è prevista persino una defiscalizzazione dell’80% sulla pensione proveniente dall’Italia. Quella stessa Italia che invece sino a questo momento si è ostinata a perseguire l’ottusa e masochistica politica dell’austerità che blocca la crescita e svuota le tasche dei cittadini in nome e per conto delle furbe logiche oppressive dettate sinora da tecnocrati europei ai quali è stato consentito per troppo tempo di fare il bello e cattivo tempo in casa altrui.

In sostanza i pensionati stranieri che in tanti casi adesso vanno a svernare in posti come il Portogallo dove il Fisco è “amico”, se dovesse entrare in vigore una normativa in grado di determinare l’abbattimento delle tasse anche dalle nostre parti, potrebbe decidere di cambiare aria e guardare alla Sicilia come nuova terra promessa dove trascorrere la fase conclusiva della propria vita. E, per certi versi, potrebbe verificarsi quello che in fondo già accadeva un tempo non troppo lontano, quando Taormina viveva del turismo d’inverno e con gli stranieri che venivano in Sicilia a svernare. Forse la svolta per il futuro potrebbe davvero essere un ritorno al passato.

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