si riaccende la polemica sulle scuole

Non si placa lo scontro tra i rappresentanti della scuola e le opposizioni, e dunque gli esponenti dell’ex Amministrazione comunale, sulla situazione dei plessi di Taormina. .  dopo le prese di posizione del Consiglio d’Istituto del Comprensivo 1, e dopo le dichiarazioni dell’ex sindaco Eligio Giardina, è l’ex presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Aveni che contesta al mondo della scuola taorminese un atteggiamento “morbido” verso la nuova Amministrazione e rilancia la proposta di un tavolo tecnico di confronto sulle problematiche rimaste irrisolte.

“Dal 2016 in poi – afferma l’attuale consigliere di opposizione, D’Aveni – è iniziata la protesta verso l’Amministrazione Giardina e si è arrivati anche ad un confronto in aula consiliare, sfilate in Corso Umberto e riunioni continue. Se tutto questo è stato fatto solo per avere qualche rotolo di carta igienica, qualche maniglia sistemata, qualche potatura del verde e una derattizzazione fatta anche male, avremmo tutti risparmiato tempo. La realtà non smentibile è che i problemi delle scuole rimangono. Mi riferisco all’agibilità dei plessi, ai problemi sismici e alle manutenzioni importanti”.

“Eppure – continua D’Aveni -, adesso nessuno sfila più in Corso Umberto e nessuno si lamenta, perché ormai c’è un’Amministrazione per cui “politicamente” si è lavorato. Le proteste sono terminate, c’è silenzio e omertà e addirittura si fanno uscire i ragazzi dalle classi per cacciare i topi: a tal proposito, a fronte di segnalazioni che ho ricevuto da diversi genitori, ho inviato all’Asp Messina richiesta urgente di una verifica sanitaria in tutte le scuole di Taormina centro e frazioni”.

“Detto questo – conclude D’Aveni -, non c’è più da polemizzare ma da rimboccarsi le maniche, pertanto propongo quanto già avevo già richiesto quando ricoprivo la carica di presidente del Consiglio e cioè di istituire un tavolo tecnico sulle problematiche della scuola, con rappresentanti della maggioranza e della minoranza”.

La posizione dei rappresentanti dei genitori. Sulla questione si era già registrata una recente presa di posizione della presidente del Consiglio d’Istituto del Comprensivo 1, Ornella Monforte. “Le lamentele che registriamo nei nostri confronti sono strumentali e le rimandiamo al mittente – ha detto Monforte -. Abbiamo fatto sentire a suo tempo la nostra voce anche attraverso una protesta pubblica perché trovavamo al Comune molta gentilezza ma poca concretezza. Abbiamo manifestato quel 3 novembre 2017 dopo 4 anni di Amministrazione, non dopo 6 mesi. Lo abbiamo fatto dopo tante richieste rimaste inascoltate. Ci ferisce sentir dire adesso che la protesta della scuola fosse un’azione “politica”. Noi siamo stati, siamo e continueremo ad essere apolitici. Abbiamo chiesto la derattizzazione ed è stata fatta subito, in precedenza dovevamo pregare chi di competenza per ottenerla. Sono state sistemate di recente porte, finestre e tinteggiate le pareti, è stata rimossa la spazzatura all’ingresso dei locali scolastici, ed è stata installata una nuova caldaia a Trappitello. Forse non si tratta di grandi cose ma di piccole esigenze essenziali che prima non hanno trovato una risposta risolutiva. Noi manifestiamo quando è necessario farlo, non saremo mai strumento della politica. Persino per poter sbloccare il fondo da 8 mila euro per la carta igienica e le spese di prima necessità della scuola abbiamo dovuto attendere 3 anni e soltanto adesso è stato risolto questo problema”. “In precedenza dovevamo inseguire gli amministratori anche per le piccole necessità – continua Monforte -, adesso o almeno in questi primi mesi di legislatura ci vengono date risposte concrete, non eccellenti perché persistono i problemi di bilancio ma perlomeno qualcosa è stata fatta. Non è una questione di simpatie o antipatie politiche. Forse qualcuno voleva cavalcare l’onda di quella protesta per strumentalizzarla a finalità politiche ma non possiamo e non vogliamo essere noi a sostituirci alla politica per fare opposizione. Se questa Amministrazione sarà inadempiente protesteremo con forza allo stesso modo. Certamente i problemi restano: le infiltrazioni, l’esigenza di spostare i bambini delle elementari, e la necessità di una via di fuga. Ma chi ha perso l’opportunità di chiudere il contratto di locazione con le Suore Francescane dopo averci illuso sino all’ultimo? Siamo stati presi in giro per due anni e la conclusione di quella trattativa si commenta da solo”.

 

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