l'eterna discussione sul balzello turistico

Quando ancora mancano più di due mesi alla conclusione del 2018, la tassa di soggiorno introitata dal Comune di Taormina ha già raggiunto gli importi del 2016 e 2017.

“Al momento, stando ai conteggi ancora in corso e che ovviamente sono in costante aggiornamento – spiega l’assessore al Bilancio, Giuseppe Caltabiano – siamo arrivati ad un introito di circa 2 milioni e 600 mila euro per quanto riguarda l’imposta di soggiorno”. L’esorbitante somma, che potrà ulteriormente essere ritoccata da qui alle prossime settimane, è la conferma di un’annata importante per il turismo di Taormina che ancora una volta dovrebbe toccare e superare quota Un milione di presenze (pernottamenti) in città. Il dato complessivo della tassa di soggiorno, a fine 2018, potrebbe toccare quota 2 milioni 800 mila euro nel forziere comunale. Ma l’elemento più incoraggiante per l’ente, secondo l’assessore Caltabiano arriva dalle attività in corso di recupero delle somme pregresse non introitate dal Comune nell’arco dei vari anni, da quando cioè – a decorrere dal 1 gennaio 2013 – venne istituito il “balzello” turistico a Taormina.

“Sugli importi della tassa da soggiorno da recuperare – evidenzia Caltabiano – si sta facendo un’azione incisiva e concreta finalizzata a far rientrare nelle casse dell’ente locale le somme dovute al Comune di Taormina da quelle aziende che non avevano versato cifre in alcuni casi anche considerevoli”. L’assessore rimarca, dunque, che “stanno arrivando riscontri confortanti su buona parte delle cifre spettanti al Comune”. Nel tempo si erano accumulate somme non versate al Comune per oltre 600 mila euro ed è su questa spinosa problematica che si sta concentrando l’azione di Palazzo dei Giurati, con alcuni operatori economici che a quanto risulta stanno regolarizzando in via definitiva la propria posizione.

Adesso l’aspettativa è che i consistenti incassi per il Comune di Taormina sull’imposta di soggiorno possano portare, presto o tardi (meglio la prima ipotesi) ad una svolta sull’utilizzo di somme che sino a questo momento – da cinque anni a questa parte – sono finite nel calderone del bilancio di Palazzo dei Giurati per dare ossigeno all’asfittica condizione del forziere comunale. Vero è che una parte dell’imposta è stata riutilizzata per garantire servizi che indirettamente richiamano elementi essenziali per l’accoglienza, come la raccolta rifiuti e la viabilità nelle serate di gran pienone estivo, ma altrettanto acclarata è l’aspettativa generale – degli operatori economici e dei cittadini – che si possa arrivare alla previsione di un apposito programma di spesa come avviene già da tempo in altri Comuni italiani, dove la tassa di soggiorno (in quel caso tassa di scopo) è motore delle attività connesse allo sviluppo del turismo sul territorio.

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