ancora code sulla SS114

La superstrada veloce per il collegamento diretto tra Taormina e Trappitello: da quanto tempo se ne parla (e straparla)? Mezzo secolo o forse anche 100 anni, chi lo sa. L’unica cosa certa è che non è stata mai realizzata e che di questo passo non la vedranno mai nemmeno i nipoti dei nostri nipoti. Se ne sono dette tante, di tutto e di più sul progetto, sui costi, e ne hanno discusso pletore di politici, esperti e pseudo tali.

Le difficoltà da queste parti sono un po’ il “sale” di tutto, masochistica linfa vitale di un territorio dove la politica si ferma agli annunci e alle buone intenzioni e dove – peggio ancora – basta poi una tastiera per ergersi a tecnici e guru (di non si sa bene cosa) per bollare come impossibile un’opera fattibile.
D’altronde la politica ci ha messo del suo e si è persino stimato sino a un paio di anni fa che questa strada dovesse costare 100 milioni di euro quando poi si è scoperto che si potrebbe fare tutto con 10 o 12 milioni di euro al massimo: non esattamente bruscolini ma certamente neppure quella faraonica cifra per la quale addirittura qualcuno voleva scomodare (presunte) cordate di investitori cinesi.

Fatto sta che la strada diretta Taormina-Trappitello è una necessità reale, tangibile ed anzi ormai ineludibile, lo conferma in modo impietoso il caos veicolare di questi giorni sulla SS114 con la chiusura parziale dell’autostrada (casello di Spisone) che sta creando puntuali ingorghi quotidiani in direzione Giardini in alcune fasce orarie. Per non parlare delle rituali code sulla Via Umberto a Giardini Naxos, con le ambulanze – lo abbiamo evidenziato ampiamente – costrette a districarsi nel traffico per tentare di passare mentre anche pochi minuti possono salvare la vita ad un paziente.

L’ultimo treno per realizzare la “superstrada” sta passando e va colto al volo. Il bivio per la svolta si chiama Masterplan. E’ un documento di indirizzo strategico che sviluppa un’ipotesi complessiva sulla programmazione di un territorio, individuando i soggetti interessati, le possibili fonti di finanziamento, gli strumenti e le azioni necessari alla sua attuazione.
In questo “contenitore” sono disponibili finanziamenti importanti e consistenti, tuttavia bisogna muoversi e presentare la progettazione affinché possa essere inserita nell’elenco delle iniziative finanziabili. Anche in questo caso si era già prospettato in anni recenti l’inserimento del progetto tra quelli del Masterplan ma, al momento, non risulta che poi le cose siano andate così, anche perché si era in presenza di un preliminare e mancava l’elaborato esecutivo.

Si tratta di un’opportunità da oltre 300 milioni di investimenti in infrastrutture per l’intera provincia (di cui circa 100 milioni verranno destinati alla Città di Messina). “Si tratta di una cifra sulla quale si sta andando ad aggiornare il quadro complessivo, andando a velocizzare le procedure di spesa per sbloccare importanti opere strategiche che cambieranno il volto della nostra città”, ha detto il sindaco metropolitano Cateno De Luca, che oltre alla sindacatura di Messina ha i poteri di quella che un tempo era la carica del presidente della Provincia. I progetti riguarderanno il comprensorio tra Messina e la zona ionica, con i 32 Comuni del versante ionico guidato da Taormina e i comuni del versante collinare peloritano; il comprensorio Milazzo-Eolie comprendente 20 comuni della zona tirrenica, compresi i centri abitati della zona eoliana; il comprensorio Barcellona Pozzo di Gotto-Patti, con ulteriori 18 comuni sino a Gioiosa Marea; ed il comprensorio dei Nebrodi, sino a Sant’Agata Militello ed ulteriori 35 comuni che dal tirreno si articolano lungo i versanti nebroidei.

Lo scorso luglio era stato approvato, nel corso di un’altra riunione con i responsabili per l’attuazione del Masterplan, lo schema di accordo di programma tra la Città Metropolitana di Messina e i raggruppamenti di Comuni che intendono proporre progetti inerenti ad interventi infrastrutturali di area vasta con particolare riferimento ad assi viari intercomunali. Il protocollo darà la possibilità di realizzare un gruppo di progetti che possano trovare copertura nell’ambito del Masterplan o in altre linee di finanziamento; si tratta di un’importante opportunità per l’intero territorio, favorita dalla recente proroga dei termini che ha fissato al 31 dicembre 2021 l’avvio delle opere finanziate dal Masterplan. Le coalizioni di Comuni avranno modo di proporre progetti strategici che dovranno essere redatti attraverso le regole di trasparenza contenute nell’accordo di programma approvato stamane e realizzerà una sorta di sana concorrenza tra i vari enti locali che dovranno rispondere con tempestività ad una funzionale azione di programmazione e progettazione che eviti, come in passato, che si perdano linee di finanziamento utili alla crescita del l’intero territorio metropolitano.

Nel documento esitato è stato stabilito che il termine conclusivo per la presentazione dei progetti definitivi da parte dei Comuni è fissato al 30 dicembre 2019, data utile per permettere alla Città Metropolitana di Messina di poter adottare le azioni richieste e poter, quindi, convocare la Conferenza dei servizi e, successivamente, poter procedere con la progettazione esecutiva. E allora Taormina ha il diritto e il dovere di fare la sua parte e provarci. La superstrada si può fare, la cifra che occorre è reperibile dai fondi del Masterplan e la strategicità dell’opera (nel primo polo turistico siciliano) è in grado di giustificare l’istanza. Taormina si lascerà scappare anche questa occasione? Speriamo di no.

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