il lungomare di Giardini Naxos

E’ bastata la chiusura parziale della A18 nel tratto di Taormina a mandare in tilt la viabilità del primo polo turistico siciliano. “Colpa” dei lavori che al momento impediscono a chi si recava solitamente a Giardini (o Trappitello e centri abitati dell’Alcantara) di prendere l’autostrada in direzione Catania dal casello di Spisone. Un caos già ampiamente descritto e ben visibile con puntualità svizzera ogni giorno in alcune fasce orarie come quella della tarda mattinata o nel pomeriggio, ma tra le sfumature a tinte unanimi di mille proteste le code veicolari di questi giorni raccontano soprattutto una verità impietosa: Taormina e Giardini restano due posti tanto vicini geograficamente quanto lontani dal punto di vista istituzionale.

Si parla sempre di comprensorio e di sinergia, Taormina tra l’altro sta per entrare (ed era ora) nell’Unione dei Comuni Naxos-Taormina, che porta il nome di Taormina ma di cui Taormina non ha mai fatto parte, e la relativa delibera dovrebbe essere approvata il 30 ottobre in Consiglio comunale. Ma intanto a detta di molti sarebbe basta una collaborazione immediata tra i due Comuni in tema di viabilità per allentare i disagi di questi giorni determinata dalla cervellotica decisione del Cas di fare i lavori in autostrada adesso (dal 15 ottobre al 30 novembre) e non a partire dal 6 gennaio.

Sarebbe potuta risultare utile (nell’interesse di tutti) una decisione che già in passato è stata adottata in casi di emergenze analoghe e cioè quella di istituire il doppio senso sul lungomare di Giardini in via provvisoria per un mese, sino alla conclusione dei lavori in A18. Una soluzione che avrebbe permesso di arginare le code nel tratto di SS114 che va dal Capo Taormina a Villagonia (stazione ferroviaria) sino all’imbocco di Giardini Naxos in direzione Via Umberto. E ovviamente ne avrebbero tratto vantaggio le ambulanze che ora si trovano spesso a rimanere imbottigliate nel traffico tra le due località.

D’altronde la Via Umberto di Giardini non consente alternative, semmai prolunga quel caos viario che poteva essere in parte stoppato con il doppio senso sul lungomare. Ipotizzare il doppio senso sul lungomare è una scelta che ricade esclusivamente nelle competenze territoriali del Comune di Giardini Naxos, tuttavia è un’opportunità che poteva essere presa in considerazione in un tavolo intercomunale, discussa insieme o magari richiesta proprio dal Comune di Taormina.

Ma, in definitiva, la gincana del momento è l’ennesima conferma di due mondi cosi vicini e così lontani, che per fortuna almeno non litigano più come un tempo quando imperavano le inutili guerre campanilistiche sul porto di Giardini piuttosto che su quello di Villagonia. Peccato che al di là di quella quiete non si riesca a fare un passo in avanti e non ci siano slanci di reale sinergia nella direzione di politiche integrate di gestione e sviluppo del territorio. Cosa potrebbero fare Taormina e Giardini se un giorno, nei fatti e non solo nelle buone intenzione, riuscissero ad unire le forze? Certamente molto più di quello che intere generazioni di amministratori non hanno mai compreso. Si dice sempre che l’unione fa la forza e c’è da augurarsi che l’Unione dei Comuni, presto o tardi, riesca a farlo davvero perché altrove si coalizzano e alzano il livello della competizione turistica ed economica, qui si è pensato per decenni soltanto alle piccole logiche di un masochistico antagonismo di quartiere.

Per adesso, oltre il senso metaforico e beffardo delle cose, ognuno va per la propria strada e l’unico incrocio dove ci si ritrova è nel caos della strada statale.

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