Pronto Soccorso di Taormina
Pronto Soccorso di Taormina

La Regione Sicilia si appresta a confezionare un nuovo piano sanitario o per meglio dire ha già trasmesso a Roma la nuova bozza che, in caso di via libera del Ministero della Salute, dovrebbe poi diventare realtà a partire dal nuovo anno.

Per l’ospedale San Vincenzo di Taormina, ricordiamo, il piano dell’assessorato regionale alla Salute prevede 179 posti letto (in precedenza erano 186). Nel dettaglio, nel documento ora all’esame del Ministero, su Taormina si prevedono i seguenti posti: Chirurgia generale 22; Medicina generale 20; Ortopedia e traumatologia 14; Astanteria 6; Cardiologia 16; Neurologia 0; Oculistica 0; Ostetricia e ginecologia 14; Otorinolaringoiatria 8; Pediatria 4; Psichiatria 15; Urologia 6; Terapia intensiva 8; Oncologia 14; Terapia intensiva neonatale 2; Cardiochirurgia pediatrica 0; Ematologia 10; Nefrologia 8; Unità coronarica 8; Neonatologia 8; Pensionanti 3; Terapia del dolore 2.

La questione è stata oggetto di recente anche di un acceso dibattito in Consiglio comunale a Taormina con due ordini del giorno urgenti esitati in aula a difesa del “San Vincenzo” e contro il vento dei tagli che puntualmente soffia su contrada Sirina. Ma in tutto questo emerge inevitabile un interrogativo: cosa prevede il nuovo piano sanitario per il Pronto Soccorso di Taormina? Che intenzioni ha la Regione Siciliana su questo reparto?

Per chi non lo avesse ancora compreso si parla di un reparto che supera ormai i 26 mila accessi all’anno (dati 2016-2017), assiste un bacino di utenza che va dalla zona ionica all’intero comprensorio dell’Alcantara e sino ai Comuni dell’etneo, perché è storia nota che qualche “scienziato” della sanità siciliana a suo tempo ha disposto la chiusura del presidio ospedaliero di Giarre. Il Pronto Soccorso di Taormina fa numeri che, in sostanza, equivalgono in proporzione a quelli del Ps di una grande città, eppure viene ancora considerato dalla Regione Siciliana come se l’ospedale stesso di Taormina fosse ancora un nosocomio di periferia.

A più riprese è stata evidenziata, con fatti tanto incresciosi quanto incontrovertibili, la questione della carenza organica e di sicurezza in atto al Pronto Soccorso di Taormina. Medici ed infermieri oggi in servizio non bastano a fronteggiare una richiesta di assistenza che nell’arco di tutta una giornata è sempre pressante e non conosce pause. Da qui le lunghe attese di ore e ore e le ricorrenti aggressioni al personale medico. E allora bisognerà capire nella nuova rete sanitaria cosa intende fare la Regione Siciliana, nello specifico l’assessorato alla Salute, sul Pronto Soccorso di Taormina che non può essere più considerato “figlio di un Dio minore”, anche perché questa visione sottodimensionata sinora reiterata dalla politica siciliana rischia, presto o tardi, di portare ad un danno irreparabile anche alla luce dei citati di casi in cui si incrociano quelle snervanti attese interminabili e i casi di violenza contro il personale medico ed infermieristico.

Oltre i soliti calcoli che portano alle periodiche “sforbiciate” di un posto letto in più o uno in meno nei vari reparti, c’è bisogno di concentrarsi su problematiche prioritarie e non più rinviabili. Il tempo delle prese in giro sul Pronto Soccorso di contrada Sirina è finito da un pezzo. La sanità siciliana deve cambiare passo e dare piena funzionalità e giusta dignità ad un reparto cardine, che rappresenta il “cuore” e il “cervello” dell’ospedale di Taormina. E che per questo ha tutte le prerogative per poter ottenere quel potenziamento organico e strutturale auspicato dai professionisti e dai cittadini.

L’equazione è semplice, se funziona bene il Pronto Soccorso avviene poi altrettanto nelle altre unità operative dell’ospedale, se il Pronto Soccorso viene invece abbandonato a se stesso, il disagio e il disservizio si ripercuoterà su tutti gli anelli della catena. E allora non è più tempo di passerelle politiche e sopralluoghi a tinte mediatiche con le solite promesse da marinaio di chi si mobilita a suon di annunci e poco dopo fa il “finto tonto” di turno che se ne frega di Taormina. Tutto questo teatrino ha stufato. Non serve la luna e nemmeno chissà quali risorse economiche, serve uno slancio di buona volontà nel rispetto dei cittadini e delle professionalità di un vasto territorio.

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