una recente mareggiata a Mazzeo

La senatrice siciliana Urania Papatheu interroga il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Ambiente per chiedere l’avvio di “una verifica tecnica finalizzata all’aggiornamento strategico dei livelli di funzionalità delle vigenti procedure di sistema di allertamento meteo-idrogeologico e idraulico”. In documento articolato e dettagliato, la senatrice di Forza Italia spiega che un accertamento della situazione si rende necessario “al fine di eliminare eventuali inefficienze, discrasie e anomalie procedurali, in modo tale che i territori possano rispondere in termini maggiormente efficaci”.

“L’utilizzo del sistema di “allerta meteo” – spiega la sen. Papatheu – ha consentito, sin da quando posto in essere, un intensificarsi delle azioni di prevenzione di rischi e danni a persone e cose nei centri abitati, mediante comunicazioni antecedenti in media anche 24-36 ore ai fenomeni meteorologici avversi attesi. Ciò ha determinato riflessi positivi ma anche problematiche gestionali ed operative che ad oggi rimangono irrisolte e rappresentano un vulnus nel sistema generale di valutazione della portata dei fenomeni atmosferici e nelle relative comunicazioni da dare alle istituzioni del territorio ed ai cittadini delle comunità interessate. Infatti, il sistema in uso demanda, in particolare, ai sindaci, il compito di emanare ordinanze di chiusura o apertura dei plessi scolastici e di altri luoghi di pubblico interesse, a fronte delle comunicazioni di allerta meteo che rilevano criticità idrogeologiche e idrauliche. In diverse circostanze si sono verificati casi di Comuni e centri abitati che hanno adottato misure difformi.

Ad esempio, in centri a distanza di pochi chilometri tra loro, se non addirittura confinanti, alcuni amministratori hanno deciso di chiudere le scuole per allerta meteo ed altri hanno ritenuto opportuno invece tenere aperte le strutture pubbliche. Occorre risolvere casi come quelli citati, nei quali in presenza di un’identica informazione di allerta meteo c’è da una disomogeneità nelle valutazioni istituzionali e ciò può persino far correre il rischio, a seconda dei casi, di mettere in pericolo la popolazione o di determinare invece uno zelo eccessivo nell’adozione preventiva di cautele per evitare i rischi segnalati dal sistema. Si ritiene, inoltre, che tale situazione possa contribuire a creare sfiducia nei cittadini verso l’attendibilità e la credibilità del sistema di allerta meteo, con il rischio che il cittadino possa poi sottovalutarle e non attenersi alle disposizioni di protezione civile”.

Ad avviso dell’interrogante “appare necessario riformare il sistema di gestione delle procedure di allerta meteo, individuando una cabina di regia che possa far interagire al meglio tutti gli organi istituzionali e le strutture competenti, valutando la necessità di una rimodulazione dei criteri e delle modalità di attivazione del sistema, valutando l’opportunità di adozione di ulteriori protocolli operativi e di governance per la protezione civile regionale, per le Prefetture, per i Comuni e per tutti gli enti interessati”.

“In questo ambito – secondo la senatrice -, tenendo conto in alcuni casi dell’oggettiva imprevedibilità delle condizioni meteorologiche che spesso registrano inattesi rovesci temporaleschi, eventi quindi non adeguatamente segnalati per la loro effettiva pericolosità ma in grado di inondare la superficie del suolo con decine e centinaia di millimetri di acqua in qualche ora, si potrebbe avviare una migliore azione di prevenzione a contrasto dei fenomeni alluvionali, mediante la specifica adozione di una moderna rete pluviometrica, la quale, mediante appositi sistemi, consentirebbe agli organi preposti di allertare le aree urbanizzate con almeno alcune preziosissime decine di minuti di anticipo sull’eventuale arrivo di flussi d’acqua, fango e detriti”.

Al Governo la senatrice Papatheu chiede, dunque, “se abbia già preso in considerazione l’opportunità e la necessità di adottare nuove procedure per ottimizzare le attività di prevenzione dei rischi connessi ai fenomeni alluvionali anche mediante l’utilizzo delle ulteriori strumentazioni necessarie e idonee a rendere più efficaci le misure poste a difesa della popolazione”.

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