L’arrivo di una barca a vela con alcuni migranti a bordo, giunta nella baia di Villagonia e che ha portato al successivo arresto di due scafisti russi, accende l’attenzione sull’eventualità che possano esserci altri arrivi dalle parti di Taormina.

Le nuove rotte dei migranti e la variante degli spostamenti non più con i barconi ma con barche a vela, sottocoperta, aprono nuove riflessioni e rilanciano il dibattito su quello che potrebbe verificarsi e su ciò che intanto sta avvenendo. Negli ultimi mesi le autorità italiane che si occupano di immigrazione stanno registrando una nuova tendenza nelle dinamiche degli arrivi via mare di migranti. La stragrande maggioranza avviene ancora con barche e gommoni sovraffollati e in pessime condizioni. Ora c’è anche chi arriva in Italia in barche a vela.

I viaggi della speranza partirebbero, nel caso specifico, dalla Turchia con barca a vela spesso battenti bandiera Usa e tra le destinazioni italiane principali, a quanto pare, c’è l’area del siracusano. Il costo di questi spostamenti in barche avrebbe costi molto elevati e i soggetti senza scrupoli – per lo più dell’Europa dell’Est – che sfruttano la disperazione di queste persone si fanno pagare sino a 6 mila euro a viaggio, persino applicando uno sconto bambini del 50%. Le imbarcazioni partono dalle coste meridionali della Turchia e da lì si punta a raggiungere il Sud Italia, verso porti minori o zone dove si può comunque tentare di sbarcare per poi fuggire a piedi.

A quanto pare sarebbe diventata ormai una “linea” fissa, in atto già da almeno un anno e con cadenza a volte bisettimanale, quella che porta i migranti con una maggiore disponibilità economica dalla Turchia in Italia in barca a vela. A queste persone un’organizzazione di trafficanti georgiani, lettoni e ucraini garantisce l’approdo in Italia e incassa considerevoli somme dallo sfruttamento dei migranti. Si tratterebbe di un numero al momento compreso tra le 3.500 a 5.000 persone all’anno, secondo le stime degli investigatori che, nonostante i numerosi arresti di scafisti e skipper dell’esta, e sequestri di imbarcazioni, si trovano a dover fronteggiare una rotta che appare in costante crescita.

Sulla barca a vela che è stata avvistata domenica scorsa dai Carabinieri di Taormina, poi posta sotto sequestro dalla Gdf a Riposto, è stata rilevata la presenza di un soggetto di nazionalità russa, trovato in possesso di oltre 5mila 800 euro di denaro contante in diverse valute (dollari Usa, rubli, euro, lire turche e kune croate), che si trovava insieme agli stranieri (tra cui una donna) nascosti sottocoperta in un ambiente di assoluto degrado e tale da far ritenere che il natante fosse in realtà utilizzato per il trasporto illegale di clandestini. L’altro scafista, anche lui di nazionalità russa, è stato arrestato dai Carabinieri mentre con un gommone era intento far approdare i migranti nella spiaggia di Villagonia. Il motoveliero posto sotto sequestro dalle Fiamme Gialle è risultato immatricolato in Delaware (Usa).

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