il Teatro Antico di Segesta

“Una volta rimodulato il Fondo di sviluppo e coesione, contiamo di pubblicare un bando rivolto ai proprietari dei teatri dell’Isola, pubblici e privati, per consentire loro l’ammodernamento e l’adeguamento delle strutture”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, nel corso del suo intervento che ha concluso i lavori della Giornata di studio sui teatri minori di Sicilia, svoltasi oggi a Palermo, nella Villa Malfitano, ad iniziativa dell’Assessorato regionale per lo Spettacolo. Un momento di incontro e confronto tra le diverse realtà del settore (direttori, produttori, registi e attori), provenienti anche da altre Regioni, per fare il punto sulla condizione dello spettacolo teatrale nell’Isola, giudicato da tutti in condizioni di difficoltà.

La questione interessa da vicino anche Taormina che ha un teatro che, evidentemente, non fa parte di quelli “minori”, e che anzi ha un sito archeologico che rappresenta un simbolo per eccellenza della Sicilia, il Teatro Antico. Ma il punto, ormai ben noto, è che il Teatro Antico di Taormina accoglie tanti eventi, spettacoli che in estate portano in città 5 mila persone a sera anche quando la Perla dello Ionio è già strapiena di turisti e necessiterebbe di un po’ di respiro. Per questo, il sindaco Mario Bolognari ha chiesto che venga ridotto il numero di spettacoli a partire dal 2019 da porre in programma a Taormina. E, a questo punto, potrebbe determinarsi lo spostamento di alcuni eventi proprio dal Teatro Antico ad alcuni dei teatri minori dell’isola. Tra i vari siti siciliani che, nell’ottica di questo travaso, potrebbero essere valorizzati, ad esempio, luoghi di particolare bellezza come i teatri di Segesta e Selinunte.

“La cultura – ha sottolineato il governatore – non è un costo, ma uno straordinario investimento. Se saputa orientare e governare, essa può essere un’opportunità importante di crescita anche economica. E altre aree del Paese ci dimostrano che è così”. Da un monitoraggio appena eseguito dall’assessorato per lo Spettacolo, e reso pubblico durante l’incontro, è emerso che i teatri minori in Sicilia sono addirittura ben 308, di cui 111 privati. Ma non tutte le sale sono utilizzate, sia per carenze strutturali e mancanza di requisiti di sicurezza, sia per la impossibilità finanziaria di assicurare la realizzazione di una stagione. Dopo l’intervento introduttivo dell’assessore Sandro Pappalardo, che ha illustrato lo scopo dell’incontro, si sono alternati al microfono – moderati da Giuseppe Di Pasquale – Vincenzo Pirrotta, Ninni Bruschetta, Filippo Amoroso, Orazio Torrisi, Pietro Valenti, Laura Sicignano e Marco Giorgetti.

Appassionato il dibattito che ne è seguito, concluso dal governatore Nello Musumeci. “Dobbiamo pensare alla cultura prodotta e a quella consumata. Recuperare i tanti teatri poco o per nulla utilizzati e fare rete con la produzione per razionalizzare l’attività e ridurre i costi. Serve una grande opera di sensibilizzazione tra la gente del luogo, a cominciare dai ragazzi di scuola, ed il coinvolgimenti dei privati, a partire dalle Fondazioni bancarie. Da sole le risorse pubbliche non possono bastare a rilanciare le attività teatrali nell’Isola, comprese quelle amatoriali, che svolgono una funzione importante specie nelle aree interne e periferiche. Dai vostri interventi – ha concluso Musumeci – non emerge la esigenza di una nuova legge regionale rispetto a quella vigente (la n.25 del 2007), ma la necessità di confrontarci su un terreno di pari dignità e responsabilità: spero per il futuro che ci sia meno politica nel teatro e meno teatro nella politica”.

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