il Teatro Antico di Taormina

Obiettivo del decreto legge è “la concretizzazione di interventi finalizzati alla salvaguardia e alla valorizzazione culturale, storica, archeologica, museale e turistica dell’antica area della Magna Grecia, in grado di coadiuvare la destinazione di risorse dell’Unione europea alle regioni del Mezzogiorno”. Tra le località che potrebbero essere destinatarie di fondi risulta Giardini Naxos, prima colonia greca in Sicilia ma non c’è invece Taormina. Ecco perché il Civico consesso si è mosso nella direzione di una possibile integrazione anche di Taormina nell’iniziativa.

“Chiediamo che venga inserita anche Taormina in questa proposta di legge – ha spiegato il consigliere Antonio D’Aveni -. Può essere un’opportunità di rilievo per la Città di Taormina e va attenzionata nei giusti termini. Abbiamo visto che c’è un ampio elenco di Comuni che potrebbero accedere a questo fondo se verrà approvata la proposta di legge e anche Taormina può avere pieno titolo. Bisognerà ovviamente accertare, intanto, se la nostra città se ha diritto a beneficiare di questo fondo che potrebbe mettere a disposizione dei centri abitati dell’area della Magna Grecia importanti somme impiegabili per iniziative di carattere culturale”.

“Taormina non è esattamente colonia greca – ha dichiarato il sindaco Mario Bolognari -. Ritengo che la proposta di legge, di per se stessa, sia abbastanza debole ed è costruita per Comuni, con un elenco di Comuni, anziché per area e per ragionamenti su territori omogenei. E’ una proposta di legge che difficilmente andrà in porto poiché non si tratta di un’iniziativa del Governo -. La proposta di legge potrà essere emendata quando sarà arrivata in Commissione per la discussione e sarà il relatore della legge a dover accogliere o meno la richiesta di modifica. A mio avviso si tratta di un “libro dei sogni” ma nella vita non si può mai escludere nulla e magari l’iter potrebbe essere inserito in qualche legge finanziaria per i prossimi anni, quindi magari questa proposta di legge potrebbe finire in un calderone finanziario più grande. E’ giusto fare un tentativo e, compatibilmente con le problematiche procedurali, farò una richiesta alla Commissione competente trasmettendo copia della delibera di Consiglio comunale”.

L’iter prevede nello stato di previsione Mibact, l’istituzione di un fondo speciale denominato “Fondo per l’area della Magna Grecia”, con la dotazione di 30 milioni di euro complessivi per il triennio 2018-2020 (suddivisi in 10 mln di euro l’anno). Si intende in questo caso per “Area della Magna Grecia” l’insieme dei territori di una serie di Comuni compresi nelle regioni Calabria, Sicilia, Campania, Veneto, Marche, Puglia, Basilicata.

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