i musicanti in piazza IX Aprile

“Il Corso Umberto di Taormina non si può svendere a chi viene da Catania o da Messina senza nessun permesso e pensa di poter comandare. Non ho fatto ragionamenti di ordine o bellezza. Ho inteso far capire che siamo noi a decidere che tipo di accoglienza dare ai turisti”. Così il sindaco Mario Bolognari ha risposto in Consiglio comunale alle critiche che hanno interessato il provvedimento con cui sono state revocate le concessioni agli artisti di strada a Taormina.

Il primo cittadino ha preannunciato una possibile svolta: “Noi pensiamo di andare a fare un bando con il quale chiederemo che vengano presentati dei curriculum, per folklore e animazione. Vogliamo trovare una soluzione concordata dentro un quadro di certezze e di regole, dando modo a 8 o 10 gruppi al massimo di esibirsi e intrattenere i turisti senza disturbare i locali che pagano le tasse. In ogni caso non si possono fare misure diverse per casi diversi. Ho anche visto, di recente, che diversi locali fanno direttamente loro musica da vivo e se rispettano i decibel io sono perfettamente d’accordo perché sia chiaro che io non sono una città morta, qui non è Kabul”.

“Il tema è molto delicato – ha detto Bolognari – perché per un verso sono ben consapevole che noi abbiamo bisogno di animazione e intrattenimento perché questo vogliono i turisti. Ma è altrettanto vero che non possiamo delegare ad altri il compito di fare musica dando modo di esibirsi a chiunque arriva e decide di suonare, cantare e ballare qui perché a Taormina si fanno più soldi. Il fenomeno era diventato ormai incontrollabile e siamo dovuti intervenire con la Polizia locale e con il supporto della Polizia metropolitana. A Parigi, Londra e Bruxelles gli artisti di strada sono facilmente assorbibili perché in quelle capitali europee le strade sono grandi e non si può fare un paragone con Taormina. Qui questo confligge con quanto richiedono gli operatori economici che pagano le tasse e che consentono alla nostra città di sopravvivere e di pagare i servizi”.

“Ho avuto un incontro con gli artisti di strada – ha concluso il sindaco – e ho spiegato loro che nel tempo sono arrivati diversi artisti non autorizzati. Non è possibile che a Taormina si sia arrivati ad avere in paese 33 artisti, evidentemente troppi. Io sugli artisti che erano autorizzati non ho nulla da eccepire, singolarmente hanno tutti il mio rispetto. La mia decisione tutela anche quegli artisti che erano in regola, infatti ci sono stati dei casi di minacce che arrivavano da coloro che non avevano nessun permesso e volevano insediarsi sul territorio al posto degli artisti autorizzati. Quindi chi era in regola si vedeva scavalcato da chi non lo era e lo strumento repressiva era l’unica soluzione possibile per fare chiarezza”.

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