l'hotel San Domenico Palace di Taormina

Finisce al Tar di Catania lo scontro sui lavori di ammodernamento e di ristrutturazione dell’hotel San Domenico di Taormina. La proprietà dell’albergo, la Taormina Hotel Property S.p.a., ha dato mandato ad un legale di fiducia, il prof. Fabrizio Tigano, per procedere ad un ricorso al tribunale amministrativo etneo contro l’Assessorato regionale ai Beni Culturali, e contro Legambiente-Circolo Taormina Valle Alcantara per l’annullamento della decisione presa dal Dipartimento Beni Culturali della Regione con la quale è stato parzialmente accolto nei mesi scorsi il ricorso gerarchico proposto da Legambiente e veniva quindi annullata la parte dell’autorizzazione paesaggistica resa dalla Soprintendenza di Messina in relazione al progetto per il “restauro, ristrutturazione ed ampliamento del Grand Hotel San Domenico”, nonchè “di ogni altro atto connesso antecedente e conseguente”.

Al momento al San Domenico, che in questa stagione turistica è rimasto chiuso per lavori, sono stati avviati e sono in corso soltanto gli interventi riferiti alla “Cila” (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata), autorizzati in quanto consistenti in attività come la dismissione degli impianti, della pavimentazione e della contro-soffittatura. Si tratta di opere interne, mentre su tutto il resto che va fatto all’esterno deve ancora pronunciarsi il Comune di Taormina e la decisione competerà al Consiglio comunale. La proprietà della lussuosa struttura alberghiera non vuole altri ritardi e intende stringere i tempi per ultimare la ristrutturazione finalizzata al ritorno in attività nel 2019, nella primavera del prossimo anno.

Il Gruppo Statuto negli elaborati progettuali posti all’attenzione del Comune ha rinunciato nell’immediato alla discussa sopraelevazione che ha portato proprio all’opposizione presentata allora da Legambiente ed anche dal Comune stesso con il ricorso gerarchico all’assessorato ai Beni Culturali (l’istanza venne, appunto, accolta parzialmente per quanto riguarda gli ambientalisti e venne invece rigettata quella del Comune in quanto pervenuta fuori dai termini consentiti). La proprietà del San Domenico si è quindi orientata in questa fase a dare priorità al necessario completamento delle opere nella parte autorizzata.

La strategia della proprietà del San Domenico è a doppia mandata. E’ quella di accelerare i lavori e blindare la prospettiva immediata di riapertura, “congelando” per adesso la richiesta al Comune di fare la sopraelevazione, procedendo però al contempo con il ricorso al Tar di Catania per ottenere l’annullamento degli effetti del ricorso accolto in assessorato. Ciò in modo da poter tenere aperta la porta alla prospettiva futura di realizzazione nei prossimi anni di questo intervento che a Taormina ha suscitato polemiche e preoccupazione.

Ad attendere la riapertura sono soprattutto i lavoratori della struttura che vogliono tornare in attività, sia quelli a tempo indeterminato sia gli stagionali che in questa stagione non hanno trovato ricollocazione altrove. Sulla base dell’accordo sottoscritto tra la proprietà dell’hotel e la Fisascat Cisl c’è, ricordiamo, un accordo in deroga per la riassunzione di almeno il 60% dell’organico a tempo indeterminato e il 70% del personale con contratto a tempo determinato della struttura.

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