Mario Bolognari, sindaco di Taormina

 

“Non sappiamo se la tassa di soggiorno verrà soppressa in ambito nazionale ma se rimarrà in vigore certamente faremo una riflessione nei prossimi mesi per capire come poter utilizzare al meglio per la città queste cospicue somme”. Così il sindaco Mario Bolognari apre ad una possibile svolta a partire dal 2019 sull’impiego da sempre discusso dell’imposta turistica che fu istituita nel 2013 e che da cinque anni a questa parte è servita anche e soprattutto per i bilanci di Palazzo dei Giurati.

“In questa fase bisogna essere realisti, i margini di manovra per l’immediato sono pochi in termini di programmazione – spiega il primo cittadino – perché dovremo approvare i bilanci consuntivi degli anni 2016 e 2017 ed anche il previsionale 2018, che di fatto nel momento in cui verrà esitato poi in Consiglio comunale sarà già una sorta di consuntivo. Sinora ci siamo concentrati per lo più sulla necessità di mettere in sicurezza i conti del Comune, ma una volta superati questi ostacoli ed approvati questi passaggi procedurali, potrà iniziare la vera e propria attività di programmazione della nostra Amministrazione. Andremo ad aggiornare il piano di riequilibrio e andremo a definire la stesura del bilancio di previsione 2019 ed in quel momento alcune scelte potranno essere certamente fatte”. La Giunta del sindaco Bolognari punta a presentare il bilancio 2019 entro fine marzo e potrebbe dare una sterzata sull’impiego del “balzello” che si sta avviando verso un record di introito per l’ente locale, e a fine 2018 dovrebbe superare i 2 milioni e 700 mila euro del 2016 e 2017 raggiungendo quota 3 milioni di euro.

L’imposta che in questi anni, e sino ancora a questi mesi, è servita in gran parte per le esigenze dell’asfittico bilancio comunale, potrebbe essere impiegata in modo più significativo per il turismo e la promozione turistica, e la prospettiva in tal senso è anche l’istituzione di un apposito capitolo in bilancio per una tassa che invece sino ad oggi finisce nel “calderone” generale del forziere comunale.

“L’elemento che sarà lo snodo fondamentale del ragionamento – afferma Bolognari – è la capacità che avremo di migliorare le entrate del Comune di Taormina. Noi speriamo di migliorare la riscossione dei tributi, rendendola più consistente del 61% attuale della Tari e analogo discorso vale per altre imposte come la bollettazione dell’acqua. A quel punto, cercheremo di stabilire come poter incidere di più sui servizi per il turismo. Viene subito in mente la promozione intesa come partecipazione ad eventi fieristici nel mondo ma in effetti vanno considerati prioritari anche alcuni servizi per il territorio come la raccolta rifiuti, la viabilità o anche la sistemazione delle fognature. Forse si pensa che queste cose non abbiano una stretta attinenza con il turismo mentre sono fondamentali per dare una Taormina migliore al turista e al cittadino”.

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