Gian Marco Centinaio, ministro del Turismo

Il Ministro del Turismo dichiara ufficialmente “guerra” agli evasori del turismo, ai furbi che non pagano le tasse e fanno concorrenza sleale. “La mia prima battaglia sarà contro l’illegalità nel turismo. L’Italia ha bisogno dei dati reali e in tempo reale. Sono convinto che se avessimo tutti i dati, del turismo emerso e di quello sommerso, forse non saremmo più solo al quinto posto nella classifica mondiale”. Queste le parole del ministro Gian Marco Centinaio che interessano, di riflesso, da vicino anche Taormina.

La capitale del turismo siciliano si avvia a sfondare nuovamente il muro di Un milione di presenze turistiche a Taormina nel 2018 ma da queste parti si registra il persistere del preoccupante fenomeno dell’abusivismo con la presenza di strutture “fantasma”, operanti nel settore extra-ricettivo, che fanno concorrenza sleale e in diversi casi non risultano in regola con il pagamento dei tributi.

“La lotta agli abusivi serve per due motivi: innanzitutto per finirla con la distinzione tra fessi che pagano le tasse e furbi che non le pagano. E per fare una programmazione su dati certi”, ha evidenziato il ministro Centinaio.

Centinaio ha poi sottolineato che ormai bisogna tenere conto di tre competitor che prima erano fuori gioco e sono tornati in campo (Egitto, Tunisia e Turchia) e poi che bisogna concentrarsi sui mercati emergenti, specialmente quelli “altospendenti” come i cinesi (“da cui andrò a novembre”): “Chi viene in Italia con lo zainetto e il panino portato da casa ci interessa poco, è un costo e basta per noi. Ci interessa chi viene, dorme, mangia e fa acquisti”.

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