l'emergenza povertà a Taormina

“La Città di Taormina ha anche un disagio di povertà. Ci sono tante persone che fanno istanza di assistenza economica”. Ad evidenziare la problematica è l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Taormina, Francesca Gullotta, che a consuntivo dei primi tre mesi di governo della città del nuovo Esecutivo ha posto l’accento sull’altra Taormina, quella degli “invisibili” e che si pensa quasi che non esistano nella località turistica e in un territorio dove si parla spesso del lusso, della ricchezza e del benessere economico. La povertà invece nella Perla dello Ionio, e lo conferma l’assessore Gullotta sulle base dell’attività quotidiana svolta dagli uffici comunali.

Il disagio della povertà esiste – afferma la prof.ssa Gullotta -. Abbiamo in questo momento 27 utenti a cui è stata erogata dal Comune l’assistenza economica. Un sostegno per la dotazione di fondi che il Comune mette, in tal senso, a disposizione arriva pure attraverso l’avvenuta rinuncia da parte del sindaco alla sua indennità di carica, con quell’importo che va a rimpinguare l’apposito capitolato dell’assistenza. Abbiamo così implementato la disponibilità economica per chi non ha il minimo vitale per sopravvivere e ad oggi la spesa di cui si fa carico il Comune è complessivamente pari a 24 mila euro”.

L’assessore Gullotta si è poi soffermata su altre iniziativa che sempre in ambito assistenziale sono state avviate. “Stiamo riorganizzando in termini complessivi i servizi sociali su vari fronti – spiega l’assessore -. Esiste anche il problema della violenza sulle donne e la necessità di assistenza ai minori. Abbiamo esitato proprio venerdì scorso una delibera di Giunta per affrontare una ulteriore condizione di emergenza, in quanto sulla base del “Codice rosa” abbiamo l’obbligo di portare le donne che hanno dei minori all’interno di strutture denominate “Rifugio” ad indirizzo segreto. Nel contesto di questa delicatissima problematica, oltre al ricovero della donna e dei figli, abbiamo approvato la nuova “Carta dei diritti della bambina”, con una relativa proposta che è venuta dalla Fidapa e che abbiamo voluto accogliere e sostenere nella consapevolezza che la violenza di genere è presente e si trova nelle nostro comunità cittadine e limitrofe”.

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