arriva il reddito di cittadinanza

Verso il passaggio finale della legge di Stabilità, si avvicina l’ora del reddito di cittadinanza, che entrerà in vigore dal 2019. Anche a Taormina come in tutta Italia cresce l’attesa e la curiosità, tra favorevoli e contrari, sul provvedimento che il Governo vuole porre in vigore nei prossimi mesi.

La domanda che tutti si pongono è come funzionerà. Per ora c’è una certezza: sarà erogato sotto forma di carta acquisti che i beneficiari potranno spendere per i beni necessari a una vita dignitosa, come per esempio alimenti e medicinali. Per ricevere l’aiuto bisognerà stare sotto una certa soglia di reddito e patrimonio (ma dal calcolo sarà esclusa la prima casa) e bisognerà attivarsi nella ricerca di un lavoro con l’aiuto dei centri per l’impiego che saranno proprio a tal proposito rinforzati.

Da gennaio 2019 i trattamenti previdenziali più bassi (compreso l’assegno sociale) saranno portati a quota 780 euro mensili ma per contenere la spesa saranno applicati limiti di reddito basati sulla ricchezza familiare. Poi a marzo, mese entro il quale il governo conta di aver completato la riforma e il potenziamento dei centri per l’impiego, il meccanismo verrà esteso a tutta la platea dei circa 6,5 milioni di poveri.

La riforma prevede tre pre-requisiti: la maggiore età, lo stato di disoccupazione e avere un reddito da lavoro e da pensione inferiore alla soglia di povertà. Il viceministro all’Economia dei 5Stelle, Laura Castelli ha spiegato le modalità che sta mettendo in cantiere il Governo per l’erogazione delle somme: “Ogni cittadino che ha diritto al reddito di cittadinanza potrà adoperare la propria tessera bancomat, e recarsi in un negozio”. “Poniamo che debba comprare del pane: gli basterà dare il bancomat al fornaio, che riconoscerà il codice della tesserina tramite un apposito software, e scalerà la cifra dell’acquisto. Non ci sarà alcuno scambio di denaro: il negoziante riavrà dallo Stato in giornata la cifra spesa dal singolo cittadino, come già avviene ora con i normali acquisti”.

Invece, per i pagamenti che necessitano di bonifico bancario (ad esempio, il versamento dell’affitto di un immobile) si potranno utilizzare sistemi di pagamento tramite app (come lo smart payment). Insomma, sul reddito di cittadinanza sarà tutto telematico. E le ragioni di questa scelta, continua Castelli, sono molteplici: “Innanzitutto, in questo modo potremo far sì che il reddito venga tutto destinato al consumo, e controllare il modo in cui viene speso. E così potremo anche garantire il pagamento dell’Iva”. Non solo: “Prevediamo di escludere alcuni circuiti da questo processo. Per capirci, nessuno potrà usare il bancomat per scommettere”. E la tempistica? “Le tecnologie per i pagamenti sono già tutte disponibili. Mentre ci vorranno alcune settimane per incrociare le banche dati di Inps, centri per l’impiego, Comuni e centri di formazione”. Viene in mente la social card per gli anziani. Ma Castelli ha precisato: “Questo è un metodo diverso: nessuno avrà paura di sentirsi ghettizzato usando una carta riconoscibile, perché potrà adoperare il suo consueto tesserino bancomat”.

In sostanza, il reddito di cittadinanza non sarà un bonifico elargito dallo Stato in favore dei beneficiari; sarà un ticket da spendere. L’idea è far crescere del 4% il reddito di cittadinanza ogni qualvolta il beneficiario ne utilizzi – per acquisti tracciabili – almeno il 75 o l’80%. Oppure decurtare del 4% la somma erogata a chi ne spenda meno del 75%. I fruitori di questa misura saranno selezionati con l’Isee (l’indicatore della situazione economica): massimo 9.360 euro. La dotazione dovrebbe essere di 10 miliardi di euro e la platea potenziale si aggira intorno ai 6 milioni di italiani. A chi faceva notare che questa divisione porta a calcolare 128 euro al mese a testa, il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha risposto dicendo che il sussidio pieno (780 euro, come confermato nella nota di aggiornamento al Def) andrà solo a chi parte da reddito zero. Per gli altri ci sarà solo un’integrazione.

Ma con l’arrivo del reddito di cittadinanza come verranno riorganizzati i Centri per l’Impiego? Sarà essenziale, inevitabile, assumere nuovo personale e rinnovare sotto tutti i punti di vista questi uffici che nella quasi totalità oggi in Italia non funzionano. Non esattamente una cosa semplice.

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